Massimo Zedda Sindaco di Cagliari a Ballarò. Non c’è male! (Puntata del 4 ottobre 2011)

Massimo Zedda negli studi di Ballarò

Massimo Zedda Sindaco di Cagliari ricalca lo studio televisivo di Ballarò. Sontuosa presentazione di Floris («Si è dimesso da Consigliere Regionale poche settimane prima di raggiungere il vitalizio, il suo stipendio è passato da 15.000,00 euro a uno di 3.300,00 euro, si è ridotto il numero degli assessori da 13 a 10, hanno ridotto da 14 a 4 le auto blu per Sindaco e Assessori e ora se le dividono, ha rinunciato all’abbonamento gratuito al Teatro Lirico di Cagliari, [e qui partono gli applausi]») che per entrare nel tema della puntata gli chiede cosa prende per buono dell’appello di Della Valle. In realtà di buono prende poco, tanto è che a suo parere l’obiettivo reale delle pagine pubblicitarie del «patron Tod’s» è quello di spingere per un Governo tecnico mentre è proprio in momenti come questo che i Governi devono avere una chiara e ben definita matrice politica. Gli scappa la battuta che quelle pagine pubblicitarie le avrebbero riempite di contenuti ancora più forti quei tanti disoccupati o occupati precari che non superano i primi 10 giorni del mese, solo che non hanno i soldi per farlo. Respinge le ricette della Banca Centrale Europea sostenendo che da che mondo è mondo le banche non hanno mai risolto i problemi reali che vivono i cittadini e, anzi, in genere li ingigantiscono. E proprio di fronte ai problemi «veri» (come ad esempio quello di chi dorme in auto perché non ha altre soluzioni) discutere di Governi tecnici e di percentuali allontana ancora di più il cittadino dalla politica. Basta con i tagli lineari, basta con le pretese impossibili del sistema bancario internazionale, basta con ulteriori licenziamenti e con assurde idee di ridimensionamento degli stipendi pubblici.  E basta anche con questa storia del calvario del Berlusconi milionario e smettiamola col dire che in tutti questi anni abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Vale per pochi ma non per molti [e qui parte la polemica con Formigoni che lo accusa di «particolareggiare» troppo]. Avanti invece con i tagli agli sprechi e al superfluo. Rush finale di Zedda «le grandi crisi nel mondo le ha risolte la buona politica, mai il sistema bancario. L’Argentina ha fallito proprio seguendo le direttive del sistema bancario internazionale».

Zedda ha dato l’idea di essere il Sindaco di un capoluogo di regione sofferente, ma ha dato anche l’idea di poter essere uno di quei tanti giovani e adulti cassintegrati, precari, senza lavoro, che dormono in auto perché non hanno casa. Ha usato il linguaggio facile della gente semplice che ha bisogno di un orizzonte reale e di una soluzione particolare […caro Formigoni] e che bussa tutti giorni alle porte dei Servizi Sociali del Comune di residenza. Sbarbato, senza occhiaie, nessun eccesso urlato, tanta umile fermezza delle proprie opinioni. Meglio volare bassi e raccogliere la sfida di dare importanza alle cose essenziali. Chiude la discussione l’editorialista del Corriere Battista con questa domanda «quanti italiani credono che fra quindici giorni ci saranno provvedimenti per lo sviluppo?». Chiediamolo a Berlusconi, no?

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