Da Bobbio a Belen, da Calvino ai tassisti romani. Come Twitter accompagna l’inizio della giornata in 140 righe.

Norberto Bobbio, ricorre oggi il centenario della nascita

I Tweet di EinaudiEditore per celebrare il centenario della nascita di Norberto Bobbio:
Il nostro popolo non ha espresso nell’ultimo secolo una grande civiltà politica. Norberto Bobbio;
Se volete far tacere il cittadino che protesta, che sa ancora indignarsi, dite che fa del moralismo. È spacciato. Norberto Bobbio.

I Tweet di Gianni Riotta:
– Il ‘900 ha visto l’Europa dire addio all’agricoltura come lavoro più diffuso. Il XXI secolo vedrà lo stesso processo con l’industria;
– Ultimo paese a lasciare agricoltura in Europa l’Italia riflette per rima sul futuro informatico (Olivetti Calvino Gruppo 63) poi si perde;
Balestrini 1961 e Calvino 1967 erano leader mondiali su letteratura e computer: come s’è potuto poi perdere così il nostro paese?

I Tweet di MicroMega:
– Bernocchi (Cobas): “L’obiettivo degli sfasciavetrine? Distruggere il 15 ottobre”.

C’è anche qualche notizia allegra tipo questa di BlitzQuotidiano:
– Il video porno di Belen Rodriguez spopola online: ecco il link.

Ritorniamo ad EinaudiEditore che ci propone un altro Tweet ottimista:
– Stare a questo mondo è una fatica, soprattutto saperci stare. Vasco Pratolini.

Questa è decisamente più vivace e ce la regala Ivan Scalfarotto:
– Nei taxi romani si sentono interi simposi radiofonici sul calcio. Tipo dieci persone che parlano senza interruzioni per due ore.

Volete un bel pensiero della mattina? Leggete allora cosa scrisse Norberto Bobbio (si, celebriamolo in questo centenario della nascita) nei giorni dell’inchiesta sulla P2 circa 30 anni fa. Il titolo dell’articolo, molto pasoliniano, era «Il potere in maschera»e ad un certo punto leggiamo:
«Molte sono le promesse non mantenute dalla democrazia reale rispetto alla democrazia ideale. E la graduale sostituzione della rappresentanza degli interessi alla rappresentanza politica è una di queste. Ma rientra insieme con altre nel capitolo generale delle cosiddette trasformazioni della Democrazia. Il potere occulto no. Non trasforma la Democrazia, la perverte. Non la colpisce più o meno gravemente in uno dei suoi organi vitali, la uccide. Lo Stato invisibile è l’antitesi radicale della Democrazia».

Nulla di nuovo, nulla di più.

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