E’ morto il poeta Andrea Zanzotto. Veneto ma «culturalmente» contro la Lega, si è laureato con una tesi di laurea su Grazia Deledda

Il poeta Andrea Zanzotto

E’ morto Andrea Zanzotto il maggior poeta italiano della generazione post-Montale. «Ho sentito la poesia crescere come il corpo, diventava qualcosa di intimamente attivo. Cominciai a 7 anni». Spirito libero, poeta immenso ossessionato dall’idea di morte, alla notizia della scomparsa di un amico caro amava ripetere «Comunque, se oggi seren non è doman seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà». Si è laureato nel 1942 con una tesi su Grazia Deledda, partecipò alla resistenza nelle fila di Giustizia e Libertà. Scrisse numerosi saggi critici su autori a lui contemporanei come Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale e Vittorio Sereni. Nel 1968 uscì il volume in versi La beltà presentato a Roma da Pier Paolo Pasolini mentre il primo giugno uscì sul Corriere della Sera la recensione scritta da Eugenio Montale. Nel 1976 iniziò a collaborare al film Casanova di Federico Fellini. Nello stesso anno viene pubblicata l’opera Filò che comprende la lettera che Zanzotto scrive al regista. Nel 1980 scrisse alcuni dialoghi e stralci di sceneggiatura del film La città delle donne di Fellini. Nel 1983 scrisse i cori per il film E la nave va. Nel 1999 esce il Meridiano Mondadori che raccoglie Le poesie e prose scelte a cura di Stefano Dal Bianco e Gian Mario Villalta. Nel 2009 esce In questo progresso scorsoio: una conversazione col giornalista del Corriere della Sera Marzio Breda, nella quale Zanzotto esprime l’angoscia delle riflessioni sul tempo presente e il suo lucido pensiero di ottantasettenne.

Alberto Moravia ai funerali laici di Pasolini pronunciò queste parole «Abbiamo perso un uomo diverso e la sua diversità consisteva nel coraggio di dire la verità». Ad un certo punto Moravia alza il tono della voce e arriva a urlare quasi disperatamente«Abbiamo perso un Poeta e di Poeti non ce ne sono tanti, ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo. Il Poeta dovrebbe essere sacro». Queste stesse frasi le possiamo dedicare alla memoria di un Poeta, Andrea Zanzotto.

Nel video che segue  Zanzotto risponde ad una domanda di Gad Lerner sull’anima veneta e sull’operazione «culturale» Lega Nord.

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