In ricordo di Mimmo Bua: commento a un post di Natalino Piras

Natalino Pira, a destra del quadro che ritrae Mimmo Bua. A sinistra il Presidente di “Amistade” Mario Bua.

Natalino Piras, sabato scorso, ha pubblicato sul suo blog (www.natalinopiras.it) un post dal titolo Gli immoralisti e i falsari  a proposito della figura umana e intellettuale di Mimmo Bua. A questo scritto ho dedicato un commento pubblicandolo sul blog in questione. Di seguito, l’articolo di Natalino Piras e il mio commento.

GLI IMMORALISTI E I FALSARI (di Natalino Piras, 19/11/2011)

Convegno oggi a Oschiri, nel Logudoro alle porte di Olbia  dai sardi conosciuta come Terranova, su Mimmo Bua (1942-2008). Fu insegnante e scrittore, viaggiatore e cantante, filosofo e fimminaro come, per dire di un autore di successo, se ne trovano nella Vigata di Camilleri. Ma era un uomo inquieto, in fuga da sé e alla cerca di sé come affetto da i/solitudine, una particolare malattia dei sardi. Era un elemento ragionante nel vasto mondo. Fu matto come un cavallo, narratore per scarti di humiles travolti da una plurimillenaria storia ingiusta, e di bizzarri utopisti che annegano in taverne da  suburbio la loro ideologia perdente: una Sardegna tragica, di corrosa pietra antica, destinata a ripetere un tempo fermo. Ma anche grande catalogatore di fatti veri, immaginari e possibili, una scrittura densa di miele amaro, per dire di un grande autore per Mimmo archetipico: Salvatore Cambosu. Il mondo letterario di Mimmo Bua  è popolato da immoralisti alla Gide, affetti dal male soprattutto dell’egotismo, ma pure da fantasiosi falsari della loro stessa storia. Per il convegno di stasera a cui prendono parte Roberto Carta e Placido Cherchi con Nino Pericu, Manele nelle storie di Mimmo, a leggere quanto l’amico diceva di Ischirìa e di Cagliari-Grotta della Vipera, è stato approntato un romanzo postumo di Bua: Aristeo in Ichnussa, 248 pagine di narrare e filosofare. Ichnussa, molti lo sanno, è uno dei nomi della Sardegna e ha a che fare con la sua forma di sandalo. Aristeo, personaggio del mito greco, fu colui che insegnò ai sardi come coltivare la terra, impiantare l’olivo e seminare il grano. Come diventare apicoltori.  Prima dell’avvento punico, tempo del mercante e di sacrifici al dio Baal, inizio di perdita e di colonizzazione. Il romanzo procede a montaggio alternato tra il tempo nuragico, di guerre e di istituzioni d’alleanza, e l’oggi degradato a un vivere senza alleanze e senza senso. Il lumen all’oscurità della taverna e il miele amaro per il sale del mare, ai sardi inimico, provengono dalla storia come falso: un’età dell’oro mai esistita e però come storia inventata e trascritta nelle Carte d’Arborea da due ingegnosi falsari nell’Ottocento, un frate e  un  paleografo. Il libro postumo  di Mimmo verso questa falsità tende. Riconosce la magistrale beffa in cui cascò tutta l’Europa. Ma salva la  funzione che il romanzo storico pretende: quella di raddrizzare i torti e rendere meno ingiusta l’ingiustizia. Sono le Carte d’Arborea il vero rimedio contro gli immoralisti al potere.

COMMENTO (di Roberto Carta, 23/11/2011)

Ciao Natalino,
nel ribadire la stima per la tua «funguda»* intellettualità colgo l’occasione per rimarcare quegli aspetti dello scrittore Mimmo Bua che hai così bene sintetizzato in questo post ed esposto, in modo ancora più esauriente, sabato scorso a Oschiri durante il convegno di studi a lui dedicato.
Mi piace l’idea da te proposta di un Mimmo Bua scrittore di romanzi (o racconti) secondo le traiettorie di una «grand récit». Una narrazione di volta in volta ancella della sociologia, dell’antropologia, della storia della cultura e in fondo, perché no, delle ideologie politiche. Narrazione come discorso-scavo consolatorio che indaga i gangli della profondità umana e sociale, del nostro essere al mondo e prende le distanze dal nostro apparire. Scrivi bene, Mimmo ha amato i vinti, gli umili prigionieri della loro condizione e gli utopisti sempre perdenti. Sottosuolo di questo profondo occidente corroso di dis-umanità.
Dovuto l’accostamento a Cambosu, ardito ma convincente quello con i falsari e le Carte d’Arborea. Cosa cresce oggi nella storia e nei nostri sogni di isolani, nella coscienza e nell’inconscio della nostra gente? Nelle Carte d’Arborea la remota, rurale, rustica Sardegna era stata un tempo, falsamente appunto, la culla dell’Europa. Quelle Carte non scaturirono dal dominio della storia ma da quello della psiche. In fondo, ancora oggi, quando ci proclamiamo Atlantide e signori del mediterraneo antico cosa stiamo facendo? Riscriviamo nuove Carta d’Arborea, documenti psicologici che si offrono ai nostri occhi come un vero e proprio romanzo familiare nell’accezione freudiana del termine, esteso al sogno di riscatto di un intero popolo. Il romanzo familiare del nevrotico, diceva Freud, ha per protagonista un figlio sconosciuto che deve essere ammesso in un tempio familiare da cui era stato escluso; la fantasia revisionista intorno alle proprie origini non è ristretta al comportamento patologico e il bisogno di sognarsi figli di potenti antenati non è esclusivo dei nevrotici. Tale desiderio è riconducibile a una ferita narcisistica di cui il figlio ritiene responsabili i genitori reali, ne placa l’ambizione frustrata e ne giustifica il fallimento. Una società che soffre di inferiorità cerca sempre un mito fondatore: Atlantide, Shardana, Scrittura Nuragica, cosa altro non sono se non infinite e rifiorite Carte d’Arborea?  Rispetto a tutto questo, caro Natalino, meglio Mimmo Bua matto come un cavallo come tu scrivi, ma intimamente vero, coscientemente critico, consapevolmente non vergognoso di se. Metà D’Annunzio e metà Cambosu, e se ci resta ancora qualcosa anche un po’ Pasolini.

*Visceralmente profonda.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...