Unione Sarda (30.03.2012), focus sull’indipendentismo: l’intervista a Franciscu Sedda in 8 punti

L'intellettuale Franciscu Sedda

Sul quotidiano l’Unione Sarda la seconda puntata del focus sull’indipendentismo sardo. Intervistato Franciscu Sedda. Riporto quelli che, a mio parere, sono gli 8 punti qualificanti l’intervista.

1) L’idea metaforica/simbolica di Nazionale Sarda: in porta l’Agenzia Sarda delle Entrate; in difesa schieramento a quattro impostato sulle riforme: Politica, Pubblica Amministrazione, Sanità, Credito; centrocampo a tre: Bonifica e riconversione industriale, Sovranità su ricerca e istruzione, Infrastrutture materiali; attacco brasiliano con: Nuova Carta di Sovranità, Sovranità Fiscale, Investimenti sul territorio sardo. L’inno nazionale? No potho reposare anziché Procurad’e Moderade, l’amore piuttosto che la guerra, in linea con l’indipendentismo non violento.

2) La caratterizzazione dell’indipendentismo moderno: non violento, non nazionalista, non rivendicazionista, secondo lo stile dell’indipendentismo scozzese e catalano.

3) L’indipendentismo come nodo cruciale della questione sarda: se oggi l’indipendentismo è di moda non è solo per le lamentazioni economiche della gente. Lo è sopratutto per  l’effetto di un lavoro di anni sul linguaggio e la pratica indipendentista. «Fummo noi – afferma Sedda –  a suggerire a Renato Soru di verificare i conti da cui nacque la vertenza-entrate con lo Stato italiano. […] capiscono (i partiti italiani n.d.a.) che ci sono umori che potrebbero spazzare via l’esistente e vanno incanalati. Se l’indipendentismo sta diventando un nodo politico cruciale, anche un po’ non strumentalmente non è male».

4) La via di mezzo tra «Indipendentismo folcloristico» e «Indipendentismo elitario»: «[…] andiamo fra la gente, parliamo, ascoltiamo. Ci confrontiamo su problemi concreti: l’energia, la continuità territoriale. Facciamo proposte pratiche, come quella sulla flotta sarda». La non partecipazione a iniziative di piazza? «Questo perché i sindacati italiani sono considerati corresponsabili di molti dei problemi dell’Isola. Ecco, penso però che quando non si vada in piazza con loro sia giusto costruire occasioni di riflessione da qualche altra parte».

5)  Il parricidio di Lussu e Bellieni: Sedda è noto per la messa in critica del comportamento di Lussu e Bellieni nel periodo tra le due guerre e a seconda guerra mondiale finita. «Decidemmo di rileggere quell’epoca, tra le due guerre mondiali, in cui si costruì l’idea di Sardegna moderna. Lussu e Bellieni, anche simbolicamente, erano quelli che avevano in mano l’Isola. Lo stesso Bellieni scriveva che i sardi vedevano gli italiani come un nuovo dominatore. Quegli intellettuali avevano un mandato, che derivava dalle trincee del Carso, contrario a ogni sovranità esterna. Potevi non riuscirci, ma è il fatto lo stesso di provarci che ci avrebbe caratterizzato».

6) La possibilità dell’indipendenza: sui 193 stati dell’ONU il 25% sono quelli più piccoli della Sardegna. «Dobbiamo liberarci dalle paure, dall’idea che sia ridicolo pensare a una Sardegna che sta sola al cospetto dell’Europa. […] La Slovenia, due milioni di abitanti, registra performance economiche eccezionali. Nell’UE la nostra sarebbe una dimensione media. […] incideremmo di più (in Europa n.d.a.), Tanto per dire: assumeremmo, a turno, la presidenza semestrale della UE. Vi immaginate un sardo alla giuda dell’Unione?»

7) L’indipendenza economica: «In parte le nostra difficoltà nascono proprio dalla mancanza di un autogoverno serio. Anche quello della Sardegna povera è un mito da smontare. Siamo nella parte ricca del mondo, solo che non gestiamo noi la nostra ricchezza. Anni fa Gianluigi Giuliani, allora Direttore regionale dell’Agenzia Regionale delle Entrate, mi disse che non esiste neppure una mappatura seria dei flussi economici e produttivi dell’Isola, che sarebbe il primo passo per un ragionamento simile». Un bilancio ipotetico? «Si, uno attendibile ipotizza che il bilancio di uno Stato sardo avrebbe necessità per circa 13 miliardi all’anno, a fronte dei 7 del bilancio della Regione. Circa tre miliardi corrispondono, in parti quasi uguali, al gettito che non verrebbe più girato allo Stato e a quel che ancora ci deve essere dato per l’intesa sulle entrate. Un altro miliardo e mezzo verrebbe dalle accise sul carburante. Come stato indipendente l’Europa ci trasferirebbe almeno 1 miliardo,  a fronte dei 400 milioni che percepiamo oggi. In più ci sarebbero vari altri introiti, come ad esempio quelli derivanti dalla gestione delle frequenze». E siamo a 12 miliardi ne manca uno. «[…] Senza aver ancora fatto niente come nuova  politica economica. Sono cifre, per così dire, naturali. Senza parlare dei crediti pregressi con l’Italia o dei risparmi che potremo attivare nella sanità».

8) Lo sviluppo economico: «Eviterei di dare la ricetta magica, bisogna avere il coraggio di sfuggire alle semplificazioni. Non credo  a chi inventa effetti domino, tipo giochi la carta del turismo e tutto il resto viene da sé. Sicuramente, la prima idea forte sarebbe la sovranità tributaria. […] ricreare un’Agenzia sarda di riscossione delle tasse, per prendere il coltello dalla parte del manico. Se non iniziamo a incassare noi i tributi, non vinceremo mai la guerra delle entrate. […] Oggi lo stato riscuote tutti i tributi, anche se poi deve trasferirne la gran parte alla Regione. E non lo fa completamente. E’ come se il capocondominio incassasse il mio stipendio solo perchè deve deve trattenere le spese condominiali. Il risultato? Che siamo costretti a andare a Roma per chiedere quel che è già nostro. Invertiamo il rapporto: sarebbe bello vedere lo Stato che viene a manifestare a Cagliari, davanti a Villa Devoto».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...