Nuovo numero della rivista MicroMega: Paolo Flores D’Arcais si scaglia contro la «marchionnizzazione» della società italiana

Micro Mega

Il nuovo numero di MicroMega ospita, come sempre, un intervento del suo Direttore Paolo Flores D’Arcais, questa volta dedicato al tema della continuità tra il Governo Napolitano-Monti-Passera e il berlusconismo. Ma l’intendimento di Flores D’Arcais è quello di esortare le forze massimaliste e progressiste  ad uscire dall’ignavia del «politicamente corretto». Il quadro è dipinto con rara precisione: Bersani è citato per l’insipienza e la subalternità con cui ha governato il PD; la Cgil per averci messo del suo e Cofferati per aver prodotto la scelta di un mediocre come Epifani che a sua volta ha perpetuato la mediocrità nella Camusso. La partita da giocare? L’americanizzazione del lavoro e del sindacato, la rivincita del pensiero dominante sui lavoratori presenti al Circo Massimo 10 anni fa. L’art. 18 è una norma simbolica (impatto economico pari a zero, cause e liti per questa norma arrivano al 2-3 per mille, le imprese straniere non investono in Italia a causa di corruzione, mafia e burocrazia, mica per l’art. 18). Ma in quanto simbolica la posta in gioco diventa morale, politica e istituzionale. L’obiettivo strategico del trio Napolitano-Monti-Passera è quello di distruggere quanto resta del sindacato autonomo e generale. Con questa manovra, secondo Flores D’Arcais, sarebbe possibile porre le fondamenta per una Terza Repubblica imperniata sul partitone del pensiero unico-neodemocristian-marchionnista dei vari Alfano, Casini, Fini, Veltroni, Mercegaglia e Montezemolo. Per gli altri rimarranno solo gli anatemi, per Sel, Idv, per quel che resterà del Pd non napolitanizzato, per tutti coloro che tenteranno di proiettare sul Parlamento lotte e fermenti della società civile e democratica. Pensiero unico, lavoro senza voce e falsi argomenti. Questi i temi del Direttore di MicroMega. La marchionnizzazione del Paese altro non è che il compimento del berlusconismo, dopo che proprio da Berlusconi è stato smontato l’arco costituzionale e da Napolitano è partito l’abbattimento di un sindacato non subordinato a Confindustria. Mentre in Germania i sindacati sono stra-presenti nella concertazione, siedono nei Consigli di Amministrazione e si raggiungono, anche così, record di efficienza economica, in Italia la strada imboccata è esattamente l’opposta.

MicroMega più forte anche di Repubblica nel non essere allineata al pensiero unico-marchionnista. Oppure è solo marketing?

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2 pensieri su “Nuovo numero della rivista MicroMega: Paolo Flores D’Arcais si scaglia contro la «marchionnizzazione» della società italiana

  1. Oppure quanto hai riportato – col beneficio del dubbio – è il resoconto lucido e desolante di ciò che sta banalmente accadendo, col compimento in queste settimane delle derive politiche e istituzionali degli ultimi anni?

    Il marketing è la base teorica che ha fatto assurgere al ruolo di statisti i mediocri demagoghi della cosiddetta seconda repubblica. E’ ciò che detta le scelte editoriali della stampa nazionalpopolare, che ha eletto questa classe politica a proprio paladino interessato.
    Una disciplina pragmatica elevata a dottrina politica e forse morale.

    Il malessere è ormai di massa. Il malcontento non ancora, perchè altrimenti sfocerebbe concretamente nell’azione piuttosto che nella dimostrazione. Ma la coscienza e la consapevolezza dove risiedono? A quanti appartengono? Chi si fa carico di affermarle?

    Meglio l’analisi radical-chic e forse tardiva di evidenze peraltro innegabili, magari a firma di intellettuali fino a ieri organici, o i sofismi buoni per le platee mediatiche?

    PS. Intellettuale organico, massa, morale… Che parole desuete! Che categorie vecchie!
    Ma ne abbiamo di nuove? Di efficaci, per ragionare veramente sullo stato delle cose?

  2. Pingback: Il sale della vita tra neoliberismo e lotta di classe. Ma perché non annaffiamo i fiori? « Paese d'ombre

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