Natalino Piras risponde alle tre domande sul ruolo dell’intellettuale di oggi

Natalino Piras

Dopo aver letto il post da lui pubblicato «Eroi postumi e gli intellettuali sempre allineati e coperti», pongo a Natalino Piras le tre domande sul ruolo degli intellettuali.

1) Che RUOLO hanno gli intellettuali nella società di oggi? 
2) Perché si è arrivati a una situazione di CRISI DEI VALORI UNIVERSALI?
3) Come tentare di risolvere questo problema?

Caro Roberto, tutto è all’insegna del come ci muoviamo e stiamo fermi.

1) Il ruolo degli intellettuali opera, quando e se ci riesce, all’insegna dello svilimento. Troppe voci, non di contrasto ma di aggressione. Spesso allo stato puro. I tempi non aiutano a pensare ma a fare in fretta se questa fretta, leggi pure tante moltiplicate TAV, non la si vuole subire. E poi la politica che gli intellettuali continuano a servire in maniera prona e succube è oggi l’opposto di un’etica comportamentale che tenda ad atti di libertà e non di sua violazione.

2) Ne consegue che il mio punto di vista è, alla domanda del perché si sia arrivati alla crisi e allo sfacelo, che il berlusconismo ha funzionato qui da noi come scuola e come postribolo. Dalle case edititrici alla televisione. Arricchire. Essere felici. Soprattutto sopraffare. Fuori non so come possa essere definito ma neppure bushismo, putinismo, sarkozynismo e via ismando trova un corrispondente come il berlusconismo qui da noi. Che affligge, in campo intellettuale, anche chi lo contesta a parole per poi intascarne i benefici che provengono dal predicare e seguire la cultura/incultura dell’apparenza, del vacuo, dello stereotipo, del nouvellevaguismo modaiolo, dello sgarbismo, dei piangi e fotti, degli scrittori facili, degli intellettuali senza capacità didattica e però mandati a insegnare eccetera eccetera: tutte cose che sostengono, di fatto, il liberismo in economia, i tagli sulla pelle della povera gente. Non ci sarebbe stato questo iniquo governo Monti se non fosse stato generato dal berlusconismo. Pure nella crisi globale. Gli intellettuali qui da noi hanno tradito la funzione machiavellica dell’essere consiglieri, pure pragmatici, del Principe. Anzi, molti, quasi tutti, hanno confuso il principe con Berlusconi e i suoi derivati: i berluscones di destra e i berluscones a sinistra. Non c’è mai stato un saldo pensante, come produzione teorica, pure oppositiva, tra prima e seconda Repubblica. Il nefasto quasi ventennio berlusconiano ha avuto Bossi e la Lega come referenti di elaborazione politico-economica, mica Gramsci o, come pensiero cattolico, il lascito che va da Dossetti-La Pira a Pietro Scoppola. Obliata la questione meridionale, morto l’operaismo, si sono fatte avanti, come logica dominante del capitale, mafia e camorra. Sta qui lo sfascio. Sta qui la perenne crisi. Mafia e camorra e ndrangheta rubano le parole. Impongono il silenzio come paura, come mutria. Come notte, come buio.

3) Non so gli altri. Io cerco di attraversare la notte. Con la scrittura, cercando atto di parola sostanziata a quanto può dare forza di coerenza a un intellettuale di periferia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...