Fatti, non pugnette! – 21 maggio 2012 – Dalla «tassa IPhone» dei catalani ai 15.000 deliranti per X Factor, passando per gli assassini eccellenti della Mafia.

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La settima che inizia sorge sulle ceneri di un week-end tragico, all’assurdo attentato in cerca di autore di Brindisi possiamo aggiungere altri fatti e considerazioni.

Catalogna e Grecia due facce della stessa medaglia, la prima in piena crisi fiscale e finanziaria, la seconda legge la tragicità dei dati su un turismo che non decolla neanche a metà prezzo.
Tutti gli studenti degli Istituti Professionali catalani dovranno pagare una tassa chiamata «tassa iPhone» (varata dal governo basandosi sulla cifra media che un ragazzo sedicenne spende per acquistare uno Smart-Phone) per contribuire a salvare le casse della Nazione. L’unico modo che ha la Catalogna per difendere la propria autonomia da Madrid sembra quello di inventare e applicare balzelli come questo, utili a ripianare il deficit della Generalitat. “Catalonia is not Spain” è uno slogan che si può leggere facilmente sui muri di queste parti: ormai il 45% dei catalani è favorevole all’indipendenza. Erano solo il 25% vent’anni fa.
In Grecia si sperava nella ripresa del turisconvinti i prezzi nettamente più bassi rispetto a qualche mese fa. I dati, invece, si sono rivelati drammatici, con le prenotazioni crollate del 50%. Il turismo ad Atene vale oro, 16,4 miliardi l’anno, il 15,7% del Pil e offre un posto di lavoro a una persona su cinque. Se le cifre sono queste il danno per la casse erariali per il 2012 sarà pari a 5 miliardi e circa 100.000 i posti di lavoro a rischio. L’aspetto paradossale è che, anche in questo caso, le colpe sono dei tedeschi, le cui presenze turistiche sono scese dal 15% al 3%.

A proposito di Germania, segnaliamo che la GESAMT-METALL (la corrispondente Federmeccanica tedesca) ha ceduto a uno dei più forti sindacati del mondo, l’IG METALL, con la benedizione della signora Merkel, concordando un aumento del 4,3% dei salari degli operai del comparto metalmeccanico. Il suddetto aumento vale più del doppio dell’inflazione e l’economia tedesca, a differenza di Francia, Italia e Spagna, viaggia ancora in positivo (il Pil è dato allo 0,6% nell’anno corrente e all’1,5% nel 2013 – rispettivamente + 2,5% e +1,2% su quello italiano). Si tratta dell’aumento più cospicuo da vent’anni a questa parte, il Ministro delle Finanze federale WolfangSchaeuble ha affermato «Possiamo permetterci forti aumenti, più di altri Paesi». L’accordo prevede l’aumento diretto per per 800.000 metalmeccanici e in quanto accordo-pilota verrà presto esteso ad altri 3.600.000 operai della quarta economia del mondo. I mercati e gli economisti come interpreteranno questo segnale?

A vent’anni dalle stragi del 1992 il Corriere della Sera ricorda Falcone e Borsellino con un libro in due volumi dal titolo “Falcone e Borselino 1992-2012. Il coraggio e l’esempio”. Fa sorridere questa testimonianza, sopratutto ricordando quanto il quotidiano milanese abbia contribuito a promuovere la famosa polemica dei professionisti dell’antimafia, lanciata da un articolo di Leonardo Sciascia, evidentemente fallibile, proprio contro il magistrato Borsellino promosso procuratore per meriti ottenuti sul campo della lotta alla mafia e non per anzianità, come era in uso allora. Borsellino, poco prima di morire, disse che tutto il disamore e il veleno nei loro confronti era iniziato proprio con quel «maledetto» articolo. Sono curioso di sapere, mi prometto dunque di leggere i due volumi, se questo «antipatico» episodio viene ricordato.

La Stampa, invece, ricorda Placido Rizzotto, il sindacalista corleonese ucciso nel 1948 dalla mafia di Navarra e Liggio. L’articolo di Marcello Sorgi ci riporta al tempo della fine della seconda guerra mondiale, in una Sicilia che, come scrisse l’Espresso, viveva ancora con «l’Africa in casa». Rizzotto venne assassinato da quella mafia che poi diventerà padrona della Sicilia tra gli anni settanta e gli anni ottanta, allora comandata dal medico Navarra con Luciano Liggio campiere e luogotenente e Riina e Provenzano soldati semplici. Le indagini vennero fatte, pensate un po’ da un giovanissimo Carlo Alberto Della Chiesa, assassinato da prefetto di Palermo nel 1983 dopo aver combattuto e sconfitto il terrorismo. Le ossa di Rizzotto sono state recuperate solo nel 2009, 61 anni dopo l’omicidio, il Presidente della Repubblica Napolitano ha ordinato i funerali di stato per il prossimo 24 maggio, all’indomani del giorno della memoria per la strage di Capaci. Il tentativo di rimediare a un oblio ingiustificabile e allo stesso tempo un atto politico risarcitorio. I governi precedenti si erano opposti al recupero dei resti, ufficialmente e in modo poco credibile, per una questione di costi.

A dispetto di queste notizie, tragiche, storiche, economiche, il delirio dell’uomo-qualunque-consumatore senza armi e strumenti per difendersi, continua. Circa 15.000 individui fanno la fila per la partecipare al programma televisivo X Factor, nell’ironica concezione che gli studi televisivi in cui si fanno i provini siano degli uffici di collocamento. Uno dei fattori che ci spiega come e quanto la gente comune viva sotto incantesimo è senz’altro il successo dei reality. La vita, purtroppo per loro, non è reality ma vera.

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