Agenzia sarda delle entrate. La prova dell’art. 9 (tratto da Sardinia Post)

Oggi, alla vigilia della riunione della commissione bilancio del consiglio regionale, nella quale si discuterà della proposta di legge sulla cassa sarda delle entrate, possiamo dire di aver raggiunto una prima tappa. Quella che era inizialmente un’idea vaga, si è prima tradotta in una proposta di legge articolata per la quale sono state raccolte migliaia di firme, ed oggi finalmente si appresta ad essere discussa laddove si compiono le scelte politiche, si prendono le decisioni.

Un risultato per cui ProgReS si sente di ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per tale obiettivo: intanto i membri del comitato Fiocco Verde, Pietro Murru, Franciscu Sedda, Roberto Spano e Franco Contu, e insieme a loro tutti gli attivisti e i sostenitori di ProgReS che si sono prestati col proprio tempo e la propria dedizione alla raccolta delle firme e ancora, naturalmente, tutti i sardi che le proprie firme le hanno apposte in calce alla proposta di legge.

L’istituzione di una cassa delle entrate sarde, a norma dell’art. 9 dello statuto regionale, è una questione di giustizia, serve a ricomporre la frattura tra l’ordinamento giuridico vigente e la sua applicazione concreta. Si tratta di dare corpo e sostanza a quello statuto di autonomia che la classe politica sarda non è mai stata in grado di far valere, pur difendendolo a parole. Una battaglia relativa all’autonomia regionale sarda, dunque, non precisamente una battaglia indipendentista, coerente più con le aspettative dei padri dell’autonomismo, in primis Emilio Lussu, che con una prospettiva politica di sovranità compiuta. Nondimeno una battaglia che solouna visione indipendentista può far valere oggi, per la sua portata concreta e per la sua natura propedeutica a più mature conquiste di libertà e autodeterminazione.

Come tale è un patrimonio di tutti i sardi e chiama tutte le forze sane espresse dalla Sardegna a seguirne lo svolgimento istituzionale e fare pressione sul Palazzo affinché non sia lasciata cadere nel vuoto da chi ora deve decidere in merito. In questo senso, se da un lato le forze politiche che oggi siedono in consiglio regionale saranno chiamate a dimostrare coi fatti le loro dichiarate aperture al sovranismo, da un altro è evidente come ormai questo tema sia patrimonio di una ampia fetta di cittadinanza. Non solo delle forze indipendentiste, dunque, ma anche di intere categorie produttive e sociali, com’è giusto che sia.

Per questo ProgReS si sente di incoraggiare i membri del comitato Fiocco Verde a ritrovare l’unità di intenti, perduta subito dopo la consegna delle firme raccolte, e a proseguire insieme l’opera di vigilanza e di attenzione sugli sviluppi della vicenda, al di là di equivoci di natura personale e degli interessi soggettivi divergenti. Quella stessa unità di intenti che ci aveva persuaso della bontà della scelta di aprire un nostro tema politico alla partecipazione più ampia possibile della società civile sarda.

Proprio per questo è anche necessario vigilare affinché tale patrimonio di consenso e partecipazione non venga finalizzato a fondare avventure politiche individuali o a garantire a singoli soggetti alleanze e avanzamenti di carriera, nei meandri delle spartizioni che purtroppo spesso regolano i rapporti tra forze politiche e centri di interesse. Sappiamo bene che presso i partiti italiani in Sardegna la questione della vertenza entrate, pur essendo del tutto interna all’ambito dell’autonomia regionale, non ha mai goduto di particolare credito e nemmeno di grande supporto. Oggi che si sprecano gli annunci strumentali circa una nuova ventata sovranista, non vorremmo che il tutto si riducesse a mera tattica elettoralistica, a discapito degli interessi generali dei sardi.

Questo è ciò che gli iscritti di ProgReS, coloro che per mesi, nelle piazze, sotto il sole o la pioggia e di casa in casa, hanno materialmente raccolto molte migliaia di firme, contribuendo così in modo determinante alla riuscita dell’operazione, auspicano e desiderano, al di là di qualsiasi tornaconto immediato per la propria parte politica, convinti che la prospettiva indipendentista non sia vacua ideologia ma consista nell’individuazione di un esito storico di cui sia necessario fin da oggi, già nell’ordinamento vigente, porre le basi.
Responsabilmente e con la coscienza che le nostre scelte odierne ricadranno sul nostro presente e soprattutto sul nostro futuro.

 Scritto da Salvatore Acampora (Segretario di ProgReS – Progetu Repùblica) – (link)

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