Giornata storica, i giornali ricordano il ventennio berlusconiano. I migliori articoli: dal canto di vittoria di “Repubblica” all’incredibile editoriale «culturale» de “Il Foglio”

Il Fatto Quotidiano – di Mario Portanova

18 anni di Silvio Berlusconi, il racconto di una storia italiana
Dalla discesa in campo all’invito a comparire di Napoli, dai rapporti con gli alleati all’editto bulgaro, dalla guerra alle toghe rosse ai ‘coglioni’ di sinistra, fino al discorso del predellino, al bunga bunga e alla caduta dei giorni nostri: i diciotto anni con il Cavaliere significano Seconda Repubblica.

Repubblica – di Filippo Ceccarelli

Berlusconi, il manifesto finale di un sovrano senza trono
Berlusconi annuncia che non si presenterà come premier alle politiche 2013: così finisce il ventennio che ha cambiato il Paese. Nel 1994 disse: “L’Italia è il paese che amo”. Adesso inizia il suo comunicato d’addio con la frase: “Per amore dell’Italia”

L’Huffington Post – di Paolo Barbieri

Silvio Berlusconi e la magistratura: 18 anni di processi e polemiche
Silvio Berlusconi politico e la magistratura: un conflitto durato 18 anni e che ha come inizio una data precisa, il 22 novembre del 1994. In quel giorno, Berlusconi, capo del governo, mentre presiede la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla criminalità transnazionale, riceve un invito a comparire dalla Procura di Milano che stava indagando sulle tangenti alla Guardia di finanza.

Corriere della Sera – di Pier Luigi Battista

Purché siano vere
Con la rinuncia alla candidatura del leader carismatico e l’indicazione delle primarie del Pdl indette per il 16 dicembre si chiude la stagione berlusconiana della monarchia assoluta. Per la prima volta un partito nato e cresciuto come emanazione del leader si apre alla scelta democratica della leadership.

La Stampa – di Marcello Sorgi

Centrodestra, l’eredità difficile
Ci sono molti aspetti sorprendenti della caduta – stavolta, pare, definitiva – di Berlusconi. Il primo è che fino a ieri diceva il contrario, voleva restare in campo per fondare un nuovo partito, con le sue Amazzoni o con il marchio originario di Forza Italia.

Avvenire – di Marco Tarquinio

Un altro passo avanti
Ci sono passi indietro che sono passi avanti. L’autunno del 2011 l’ha dimostrato sul piano dell’azione di governo. L’autunno del 2012 (mentre la primavera elettorale già incombe) lo sta promettendo sul piano politico. Questo, del resto, è quanto il Paese attende e merita nel lento, amaro e ormai assai avanzato tramonto della cosiddetta Seconda Repubblica e nell’annunciarsi, a tratti confuso e stordente, di una stagione nuova.

L’Huffington Post – di Lucia Annunziata

Silvio Berlusconi lascia. La sera in cui Mario Monti disse “no”
Il 27 ottobre del 2011, aveva firmato, nel pieno esercizio del suo governo, l’ennesima lettera per rassicurare l’Europa che aveva dettato all’Italia le dure condizioni del risanamento. Quindici giorni dopo avrebbe lasciato Palazzo Chigi. Più o meno nella stessa data, un anno, dopo si e’ ritrovato, martedì sera, nelle stesse sale, dello stesso Palazzo, ma da semplice ospite.

Il Giornale – di Paolo Guzzanti

Il Cavaliere Lascia. La decisione presa un anno fa dopo l’amaro vertice di Bruxell.
Quella sera Berlusconi confidò: «Basta, ho chiuso. Non correrò mai più come capo del Governo. Sono stanco e non ho più la resistenza di prima».

Repubblica – di Piero Ignazi

La disfatta di una politica
Anche gli “eterni ritorni” alla fine non reggono l’usura del tempo.

 

Il Messaggero – di Mario Ajello

La lunga parabola del Cavaliere
La Berlusconeide, questa cavalcata lunga quasi vent’anni, arriva a un punto fermo dopo tante svolte, slanci, ripensamenti, sconfitte, discese ardite e risalite.

Libero – di Maurizio Belpietro

Sotto a chi tocca
Ufficiale il passo indietro del Cavaliere, via alle primarie del centrodestra. Si riaprono tutti i giochi: la sinistra non ha più la vittoria in tasca

Il Foglio

Bravo Cav., grande uscita di scena
Ha preso atto di una nuova epoca, che è figlia sua e dei suoi diciotto anni di politica. Il ricambio generazionale, la fine dell’era carismatica e personale. La continuità con il Monti risparmiatore e pro mercato.

Il Tempo – di Mario Sechi

La mossa giusta per il nuovo inizio
Non ricandidandosi a Palazzo Chigi e aprendo alle lezioni primarie nel Pdl, Berlusconi ha mostrato una saggezza che non era immaginata dai suoi interessati laudatores e da quelli che urlavano «armiamoci e partite» correndo a testa bassa ma senza vedere il muro in arrivo sul cranio.

 

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