Cacciati! Grillo vieta a Favia e Salsi l’uso del logo M5S

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Cacciati, a modo suo. Beppe Grillo vieta ai “dissidenti” Federica Salsi e Giovanni Favia di usare il logo del Movimento 5 stelle. Epurati per le polemiche: quella della Salsi, iniziata con la questione dei talk show e del punto G, quella di Giovanni Favia sulla democrazia interna.

Fonte: Huffignton Post

Soltanto ieri Beppe Grillo aveva dettato le sue regole: “Chi fa domande su domande sulla democrazia interna è fuori”. “Fuori dalle palle” sottolinea. Lui non si mette in discussione. E sul blog dello stesso Grillo, seppur fra apprezzamenti, non sono mancate le critiche, tanto che qualcuno gli ha dato del fascista. Ora, dopo mesi che i fedelissimi M5s segnalano le iniziative Favia-Tavolazzi (già espulso) e le interviste rilasciate da Federica Salsi “non in linea con il movimento”, Beppe Grillo li ha definitivamente allontanati, vietandogli i logo: sono entrambi consiglieri (Favia in Regione Emilia Romagna, e Salsi a Bologna) senza bandiera. Ecco cosa scrive il comico sul blog:

A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri.

Ieri, dopo le parole di Grillo sulle critiche al movimento, Giovanni Favia aveva lasciato questo commento su Facebook:

Nessuno obbliga nessuno a rimanere nel MoVimento. L’m5s nasce per autogovernarsi, dal basso, senza “capibastone”, cittadini che rappresentano altri cittadini. Chi non condivide questi pochi e semplici principi, può andare altrove. Troverà in abbondanza, nel panorama italiano, scarsa democrazia e leader a cui obbedire ciecamente. Il Movimento è altro. Infine: la biodiversità di pensiero produce ottimi risultati, anche se il confronto costa fatica. La chiusura su se stessi funziona nel breve periodo, ma alla lunga genera mostri.

La Salsi invece replica all’espulsione su una intervista uscita su Affaritaliani:“ Il dissenso non è concepito all’interno del Movimento” dice al giornale, “paradossalmente i partiti, con tutti i disastri che hanno arrecato a questo Paese, sono più controllabili dai cittadini di quanto lo siano Grillo e Casaleggio”.

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