Come nel ‘94? D’Alema diceva «Non siamo mica in Brasile»

dalema

Quante similitudini con quei giorni di dicembre del ’93! Le incredibili voci su Berlusconi candidato (“ehi, non siamo mica in Brasile” diceva D’Alema), il Paese in grave crisi economica, una Repubblica che moriva nel discredito tra cumuli di macerie. Monti si candida, è evidente. E si candida contro Bersani. Direte: e Berlusconi? Il Cavaliere lo appoggerà, magari dalle retrovie, rinunciando alla candidatura, ma piazzando i suoi uomini in Parlamento: quello gli interessa, la ridotta. I suoi, dai ciellini Mauro agli ex socialisti Sacconi, stanno già con Monti. Con Silvio sono rimasti i gagà della tv urlata, Brunetta, Santanché, Biancofiore, ma non hanno i voti, s’acconceranno anche loro. E la Lega? La Lega o sta con Monti o rischia di non entrare alla Camera. Monti vuole vincere. E per farlo deve fare come Berlusconi nel ’94: unire i moderati, tutti, indistintamente. O viceversa: tutti i moderati seguiranno Monti, sic et simpliciter.  Ha già dietro  sé quelli che contano: la Chiesa, gli industriali, i poteri forti, le grandi cancelliere europee, l’America. Bersani sembrava senza avversari, ora pare nell’angolo, e rischia la fine di Occhetto. Vi pare fantapolitica? Spero abbiate ragione voi, ma temo che andrà proprio così.

Di Concetto Vecchio – Repubblica 14.12.2012

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