Appoggio esterno e condizionato: ecco il modello M5S/Sicilia

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Da quattro mesi i quindici deputati grillini dell’Assemblea regionale siciliana vanno a nozze con il governatore Rosario Crocetta: hanno incassato lo stop al radar della marina americana e una legge sull’acqua pubblica. E hanno restituito il 70 per cento delle indennità alle casse della Regione – di MANUELA MODICA (Repubblica 27 febbraio 2013)

Cinque stelle a sinistra e l’isola che c’è: la Sicilia. Questo pare il cammino intravisto pure da Beppe Grillo. “Il modello Sicilia è meraviglioso”, dichiara intervistato da La7 nello Speciale elezioni. Accostando all’isola un aggettivo che indica una direzione chiara. La stessa segnata, ieri, a risultati ancora caldi dal presidente della Regione, Rosario Crocetta: “Il dialogo che ho avviato in Sicilia con i deputati del Movimento 5 stelle facilita la strada per le alleanze di tutto il Paese”. Una dichiarazione, quella di Grillo, che è una traversata a nuoto verso il Pd.

E la Sicilia conferma il suo cliché: laboratorio politico. Perché già dall’autunno scorso 15 deputati a 5 stelle si muovono nei meandri istituzionali.  Nell’isola presieduta dal Pd, con una maggioranza traballante all’assemblea, incassando la vicepresidenza dell’Assemblea regionale e la presidenza della commissione Ambiente. Pur non entrando mai di fatto in maggioranza. Ma sostenendo provvedimenti di giunta e il Dpef, approvato solo dopo lo stop del governo siciliano al Muos, il super radar della marina americana in costruzione a Niscemi. Stop che i grillini siciliani hanno subito sventolato come risultato proprio, ma di fatto ottenuto in totale sintonia col presidente Crocetta.

Così come in totale collaborazione col Pd il M5S ha ottenuto a fine dicembre l’approvazione di una legge che di fatto ha bloccato la privatizzazione della gestione idrica nell’Isola. Quattro mesi di parlamento siciliano che hanno rafforzato l’immagine del movimento di Grillo, grazie anche al Restitution day, quando cioè con un bonifico mensile hanno ufficializzato la restituzione del 70 per cento dell’indennità che spetta ai deputati regionali, trattenendo per loro solo 2500 euro netti più i rimborsi spese. I soldi restituiti sono confluiti in un fondo destinato al microcredito per le piccole imprese.

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