Ma chi è veramente Gianroberto Casaleggio? Uno che azzecca alcune previsioni…e poi?

casaleggio

Ha rilasciato finora un’unica intervista, al Guardian, (lamentandosi perché i giornali italiani l’avevano a suo dire travisata), e scritto mesi fa una lunga lettera al Corriere, protestando per come gliel’avevano titolata. Grillo ci mette la faccia, Casaleggio – il sofisticatissimo architetto del miracolo grillino – s’acquatta nell’ombra, profilandosi  nel ruolo del suggeritore discreto, rimandando di sé una misteriosa alterità anti-sistema: una specie di Gianni Letta dei 5Stelle, un altro che non parlava mai. Non esattamente un esempio di trasparenza per il capo di un movimento politico che ha raccolto 9milioni di voti. Tempo fa un settimanale finì per pubblicare la bella villa del guru, e quindi ora sappiamo tutto dell’edera che la cinge e quasi nulla della biografia del nuovo inquilino del potere italiano, a parte la predilezione per Gengis Khan e la comunità degli Amish.

Per provare a capire qualcosa bisogna affidarsi allora a un libro prezioso: Il Grillo canta sempre al tramonto, edito da Chiarelettere. Casaleggio qua parla almeno del programma. Dice che vuole abolire le automobili, introdurre il telelavoro, alleggerire il carico fiscale sulle imprese, eliminare l’Irap, combattere la Merkel (“risolva i suoi problemi, noi dobbiamo risolvere i nostri”), chiamare gli onorevoli cittadini (“un po’ come durante la Rivoluzione francese e tu caro Beppe farai la parte di Robespierre”), mettere l’intelligenza collettiva al servizio di un problema, rimodellare l’intelligenza sociale sui nuovi strumenti a disposizione, sconfiggere il capitale che vuol sovrastare la democrazia (“ma aveva già detto tutto Marx”, gli fa Fo), ma soprattutto udite, udite, prefigurava – il libro è uscito a ridosso del voto  – questo scenario post-elezioni: “Il prossimo governo dovrebbe essere un Monti bis, o comunque sarà retto da una persona che continuerà la sua politica recessiva, la sua Agenda. Nel prossimo Parlamento nessuno avrà probabilmente una maggioranza sufficiente per governare la crisi. Quindi si creeranno alleanze bipartisan per il bene del Paese”.

E’ esattamente quel che sta accadendo. Un governo tecnico. Forse con Ignazio Visco premier.

Repubblica, 05.03.2013

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