PD: non sprecare una grande occasione! L’insidia dell’estinzione

Immagine giovani PD
In senso orario dall’alto: Civati, Moretti, Renzi, Fassina

Il M5S ha lanciato un’OPA (in gergo borsistico “Offerta Pubblica di Acquisto”) sul PD. Di questo si tratta. Grillo rifiuta le avances di Bersani e obbliga Napolitano a rispolverare l’idea di un nuovo governo tecnico con il triplice sostegno PD-PDL-Monti.

Il PD davanti al bivio: vivere o morire. Sostenere un Governo tecnico con l’attuale gruppo dirigente (D’Alema, Veltroni, Bersani, Fassino, Violante, Bindi, Franceschini, Fioroni) significa perpetuare se stessi e portare il partito all’estinzione. Il consenso PD da una parte verrebbe eroso dal PDL, dall’altra, per la parte più di sinistra, dalla Casaleggio&Associati. Tra un anno o due, quindi, il ritorno al voto si risolverebbe in una sfida tra Berlusconi e Grillo.

Il discorso cambia, a mio parere, se tale periodo transitorio-tecnico viene affrontato nel seguente modo: azzeramento dell’attuale segreteria e dell’intera nomenclatura del PD, conseguente direzione del partito e della rappresentanza parlamentare affidata ai nomi nuovi (Fassina, Moretti, Renzi, Civati i primi che mi vengono in mente). Una sfida tra Bersani (o D’Alema o Veltroni o Fassino) e Grillo è davvero impari, da 3-0 palla al centro per il leader M5S. Può darsi che al prossimo giro elettorale il Pd perda uguale, ma almeno, in questo modo, getta le basi per rinascere e accaparrarsi l’eredità politica del dopo Berlusconi (il quale, ovviamente, non può campare in eterno).

E’ evidente come dietro un nuovo Governo tecnico si nasconda una ulteriore grassazione del sistema democratico. Un colpo di stato istituzionale, si potrebbe dire con un gioco di parole. Il prolungamento del governo Monti (o Passera o chi per lui) in attesa, non si sa come peraltro, che le forze politiche trovino un’intesa per un qualche governo. Il PD è la compagine che ha più da perdere, vuoi per il suo elettorato, vuoi per il fatto che 4 su 5 punti chiave di Grillo sono da collocare nell’area di sinistra (economia ambientale, legalità, difesa dei piccoli risparmiatori, salario di cittadinanza, riorganizzazione etica della politica, ricontrattazione del debito e ridefinizione della politica economica europea). Fiondarsi in questo labirinto con una classe dirigente giudicata fallimentare anche dal proprio elettorato naturale (compresi quindi tutti quelli che hanno votato PD turandosi il naso) significa suicidarsi. Azzerare la nomenclatura non è semplicemente indispensabile, è l’unico modo per vivere. Rilanciare con volti e contenuti più freschi e adeguati al momento significa impostare una dialettica con il M5S nell’ordine della sfida. Perché se Berlusconi è un rivale storico per alternarsi al Governo, il M5S è il rivale per la vita. Questo è l’unico modo per sopravvivere e puntare a vincere, per davvero e non per finta.

“Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente”, diceva Mao Tsetung.

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