Il Sovrano è on line! La chiave del successo di M5S è non apparire mai in televisione

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Nonostante il suo ancoraggio alla politica tradizionale, nello specifico al PD di D’Alema-Bersani, e in tal senso l’essere quasi fuori tempo massimo, Umberto Eco offre comunque un’interessante campo visivo, passivo ma utile.

Dell’intervista concessa a Stefano Bartezzaghi per Repubblica del 6 marzo 2013 (link intervista integrale) colpiscono due osservazioni:

  1. “Quando la sinistra si dice vincente gli italiani votano a destra”;
  2. “Grillo ha successo perché non va in tv ma l’aristocrazia dei blog ora non basta”.

Quando la sinistra si dice vincente gli italiani votano a destra. Perché? Solo tradizione e DNA? Oltre lo stomaco/pancia degli italiani, piuttosto, credo esistano sensibili responsabilità dell’attuale e più che ventennale gruppo dirigente PD capeggiato da D’Alema/Veltroni e affini. Uso le parole di Matteo Renzi, questa volta incisive, utili per spiegare come sia difficile sostenere chi si propone solo a parole paladino dell’idea di legalità, efficienza e moralità: «Grillo ci ha portato via il 25% dei voti: ci ha dato una bella lezione. Quei voti li recuperi sfidando Grillo, non dicendogli come ha pensato qualche statista (D’Alema nda) ‘ti do la presidenza della Camera, do quella del Senato al Pdl, facciamo un inciucione’. I 5 Stelle al di là di quello che rappresentano i parlamentari che sono stati eletti, sono le persone di tutti i giorni, è l’artigiano che si è rotto le scatole di non essere pagato per il patto di stabilità. E’ quello che ha trenta anni e che si sente dire ‘abolizione del finanziamento pubblico ai partiti’ e poi vede che si sono comprati la Nutella con i rimborsi del consiglio regionale». D’Alema, rappresentante simbolico ed effettivo del PD al potere, è quanto di più lontano dalle “persone di tutti i giorni”; nella percezione dell’immaginario collettivo, secondo me, anche più di Berlusconi. La stoccata a Bersani e a chi non ha colto una svolta epocale: «La comunicazione non è più diretta ma va come una palla di biliardo, ovvero si parla a nuora perché suocera intenda (o viceversa)».

Grillo ha successo perché non va in tv ma l’aristocrazia dei blog ora non basta.  Umberto Eco chiarisce la questione «Il grillismo parlamentare è una contraddizione, di qui gli imbarazzi di Grillo, perché la sua idea era quella di un grillismo informatico. Cioè, se è impossibile riunire a legiferare i cittadini su una piazza, si crea la piazza informatica e mediante Internet in cui tutti parlano con tutti si ricrea l’agorà ateniese, per cui il Sovrano è “on line”. Ma l’idea non tiene conto del fatto che gli utenti del Web non sono tutti i cittadini (e per lungo tempo non lo saranno) per cui le decisioni non vengono prese dal popolo sovrano ma da un’aristocrazia di blogghisti. Pertanto non avremo mai il popolo in perpetua assemblea. Questo è l’impasse del grillismo che deve scegliere tra democrazia parlamentare (che esiste, e che lui ha accettato partecipando alle elezioni) e agorà, che non esiste più o non ancora. Una democrazia informatica è parsa esistere nella cosiddetta primavera araba, e ora vediamo chi poi ne ha approfittato». Un consiglio a Umberto Eco: meglio l’aristocrazia dei blog o quella dei notabili di partito? I blogghisti mutano più facilmente e frequentemente dei notabili. O no?

L’ultima domanda dell’intervista è una chicca. I “tecnici” in politica non hanno avuto più successo degli intellettuali éngagés di una volta. È una sconfitta della cultura e della competenza, proprio in tempi che si vorrebbero meritocratici?
«Ma se hanno ammazzato Socrate, perché fa domande del genere? E, francamente, perché e per chi facciamo questa intervista? Ma in fondo siamo ancora gramsciani, pessimismo della ragione e ottimismo della volontà».

Umberto Eco, e questo resta un fatto, fa parte del mondo delle élites. Adesso  può solo osservare, non può più scrivere i testi della comunicazione politica del Prodi di turno. Se è vero che l’unica volta che il centro sinistra ha vinto seriamente lui ha tracciato la campagna di comunicazione, allora è realistico pensare che abbia  contribuito all’attuale negatività della comunicazione PD donando i retaggi durevoli di un mondo che non esiste più. La comunicazione delle élites funziona meno di quella dei blogghisti. E questo è un altro fatto.

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Un pensiero su “Il Sovrano è on line! La chiave del successo di M5S è non apparire mai in televisione

  1. Beppe Montana

    Una considerazione per gli elettori di Grillo.

    Il parolaio non è credibile, ora vi spiego perche!

    M5S

    Il Mo-Vi-Mento che ripete Grillo, va letto come scritto, così si capisce che è un farabutto!

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