Le conseguenze dell’amore virtuale

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Dopo tanta snervante politica un po’ di cazzeggio, sì, ci vuole. Parliamo di relazioni virtuali, naturalmente in modo critico. Perché vero è il business, innegabile la forza degli algoritmi che selezionano gusti, preferenze e misure, giustificato l’entusiasmo per l’affidabilità di foto e profili, ma a raccontarsela tutta su internet si scopa da prima che ci fossero siti d’incontri online, social network e forse anche da prima che nascesse internet. Metti due esseri umani davanti a quel nuovo-nuovo focolare che poi è il monitor e come prima cosa, esauriti i convenevoli e le osservazioni sulla bellezza di un’interazione così pura e veloce, uno dei due tenterà di fregare l’altro o di estorcergli dati sensibili e password.
Lascia che passi ancora del tempo e abbandonali al ritmo delle loro fantasie e avrai il brodo primordiale degli incontri online. Lo si faceva ai tempi del fermoposta, si passò con entusiasmo al Videotel, poi alle Bbs, ai Newsgroup, alle chat online e attraverso successivi e continui aggiustamenti del tiro siamo giunti alle Sodoma e Gomorra della fornicazione telematica, le due colossali macchine di perdizione del nuovo millennio: le balere del dating online e gli infallibili social network.
Più ancora che la semplice ed eclatante questione numerica (milioni di utenti registrati, profilati e soddisfatti), che affronteremo poco più avanti, è l’estrema localizzazione dell’uso e dei costumi a colpire. Parliamo di noi. Neutralizzato anche solo per un istante l’incombere dell’educazione religiosa sull’intera sfera erotico-sentimentale della nazione, rileviamo la vera grande difficoltà dei siti professionali di dating online in Italia. Per quanto manager moderni e preparati possano fornirci numeri a confutazione, resta il fatto che l’italiano flirta male quando messo in condizione di mentire (o forse lo fa benissimo, seguendo al meglio le proprie intenzioni). Lo schermo stimola la creazione di identità fittizie, a nascondere informazioni fondamentali. I profili sono elusivi, le regole violate, le immagini spesso false. Uno si può trasformare facilmente in una dentista ucraina. Divertirsi e se possibile infierire sulla vittima dell’equivoco, una forma scontata di bullismo telematico. Insomma cerchiamo di non essere dei creduloni.

www.ilsole24ore.it

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