Bergoglio-Papa Francesco: tra geopolitica e paura di morire. Arrivano i gesuiti!

bergoglio

Dal Rio della Plata, argentato e argentino, giunge un comandante complementare al Papa emerito: quello che nel 2005 gli aveva conteso il comando. Scelta geopolitica, come Wojtyla nel 1978, due le missioni da compiere: il Sudamerica e la Curia.

Bergoglio non era tra coloro che la maggioranza dei colleghi dava come papabile, ha ormai 76 anni e tutti attendevano un Papa nel pieno delle forze. Tra l’altro, sarebbe stato il primo gesuita a diventare Papa, dignità alla quale la Compagnia non ha mai mirato, secondo la raccomandazione del fondatore Ignazio.

In Conclave, dove si conosce la condizione della Chiesa nel mondo intero, si è deciso per una scelta «geopolitica». Con il Papa polacco vennero Walesa, Solidarnosc, i cantieri Lenin di Danzica, gli scioperi operai che per la prima volta un regime comunista non osò reprimere nel sangue. Queste piccole crepe fecero cade muri reali e immaginari, diedero il colpo di grazia al sistema dell’est.

Quali potrebbero essere stati i motivi di questa scelta? La Chiesa romana sta per perdere il «Continente della speranza», il Continente cattolico per eccellenza. Il Sudamerica abbandona il cattolicesimo al ritmo di migliaia di uomini e donne ogni giorno. Dall’inizio degli anni Ottanta ad oggi ha perso quasi un quarto di fedeli. Dove vanno? Comunità, sette, chiesuole degli evangelicals, i pentecostali che, inviati e sostenuti da grandi finanziatori nordamericani, stanno realizzando il vecchio sogno del protestantesimo degli Usa: finirla con la superstizione dei «Vescovi di Roma».

Le folle del cattolicesimo sono desiderose di una religiosità viva, colorata, cantata, danzata. Papa Francesco ne ha fatto subito cenno dalla Loggia di San Pietro con una croce pettorale in acciaio, al posto dell’oro massiccio, quasi un  preludio della rivoluzione che porterà.

Jorge Mario Bergoglio ha l’età di Giovanni XXIII e Benedetto XVI, promotori delle due maggiori riforme di questi cinquant’anni: il Concilio Vaticano II e l’introduzione del pontificato a tempo, con le dimissioni di un Papa. La Chiesa dello IOR e di Watileaks ha scelto la santità, inginocchiandosi davanti al mondo e chiedendo preghiera. Affidandosi ai santi, specialmente Francesco, accetta la sfida dell’imponderabile. Con tutte le conseguenze del caso.

Papa Franciscu, affacciandosi da quella loggia a salutando con un semplice ed essenziale buonasera, potrebbe aver pensato queste parole letterarie intrise di un portentoso spirito religioso: «Come in una di quelle assurde processioni del paradiso dantesco sfilano in teorie interminabili, ma senza cori e candelabri, gli uomini della mia gente. Tutti si rivolgono a me, tutti vogliono deporre nelle mie mani il fardello della loro vita, la storia senza storia del loro essere stati. Parole di preghiera o d’ira sibilano col vento. Una corona di ferro dondola su una croce disfatta. E forse mentre penso la loro vita, perché vedo la loro vita, mi sentono come un ridicolo Dio, che li ha chiamati a raccolta nel giorno del giudizio, per liberarli in eterno dalla loro memoria».

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