Bersani è condannato a morte. Otterrà la grazia o l’inciucio?

Bersani

A metà della prossima settimana il leader del Pd salirà al Colle per sciogliere la riserva. Se dimostrerà di avere un “sostegno certo” andrà in aula per la fiducia. Il voto, in questo caso, potrebbe avvenire nella settimana dopo Pasqua: prima alla Camera e dopo al Senato.

L’unico modo possibile per ottenere la fiducia, secondo gli obiettivi di programma elencati, nascerebbe da una scissione interna al M5S. Secondo alcune fonti potrebbero essere almeno venti i senatori a 5 stelle definibili come trattativisti. Diversi di loro, inoltre, sarebbero addirittura spaventati dalla gestione verticistica e quasi senza cuore del Movimento. I talebani, comunque, dentro M5S sono ancora maggioranza.

L’atteggiamento del leader PD sembrerebbe confermare questo percorso: l’idea è quella di presentarsi in Parlamento proponendo un Governo ricco di personalità autorevoli ed espressione (il più possibile) della società civile. I nomi che girano sono: Saccomanni (Banca d’Italia) all’Economia, Rodotà (giurista e pluriparlamentare assai gradito ai grillini), Milena Gabanelli (autrice della trasmissione tv Report), Giampaolo Galli (ex direttore di Confindustria). Signori buoni per mettere in difficoltà i senatori a 5 stelle, Bersani butterebbe sul piatto la patente d’etica civile e sociale a cui nessun senatore grillino potrebbe e dovrebbe dire di no. Il metodo Grasso. Il leader Pd si accontenterebbe del sostegno di 20-25 di loro. In tal caso il Governo si farà e Grillo conserverà la patente di movimento ideologicamente coerente (con ovvia espulsione dei disobbedienti). Bersani ottiene la grazia.

L’ipotesi più probabile, però, è che gli eventuali transfughi del M5S saranno meno di 20, forse nessuno. A Bersani resterebbe la strada della cessione di sé e della sinistra italiana ai ricatti berlusconiani: l’inciucio mortale per il Pd e salutare per il Cavaliere. Diventerebbe Primo Ministro ed eserciterebbe un potere strumentale alle esigenze personali di Berlusconi, un potere che non potrebbe mai essere di «cambiamento». Un falso Premier, utile al notabilato della politica per autoperpetuarsi ed esorcizzare l’avvento precoce dei tempi peggiori. Bersani è un morto che cammina.

Qualora Bersani decidesse di non convergere su un Governo condiviso con Lega e Pdl allora si profilerebbero due possibilità: Governo del Presidente (della Repubblica) oppure elezioni. In entrambi i casi Bersani è morto.

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