Proposta di Berlusconi: “Bersani premier, Alfano vice”

Bersani

Il Cavaliere lancia una nuova proposta al segretario Pd. E ribadisce: “Al Quirinale non un presidente della Repubblica di sinistra”.

(Repubblica 25 marzo 2013)

“Siamo pronti a un governo Bersani, con Alfano vicepremier e un presidente della Repubblica moderato”. Silvio Berlusconi lancia l’ennesima sfida al premier incaricato. Davanti ai gruppi parlamentari, riuniti a Montecitorio, afferma: “Diremo a questi signori della sinistra che ci sediamo a un tavolo solo se si parla di un governo insieme”. A quanto pare, il Cavaliere poi è tornato a ribadire che al Quirinale serve un moderato “non un presidente della Repubblica di sinistra. Non ci staremo a sentire anche per il Quirinale la loro indicazione, dopo che hanno preso le due presidenze delle Camere e vogliono la presidenza del Consiglio”. Un Berlusconi battagliero, insomma, che prova a mobilitare le sue “truppe”: “Almeno nei primi due mesi, facciamo le riunioni dei gruppi una volta a settimana”.

Le minacce del Cavaliere
. Già in mattinata, ospite della Telefonata di Maurizio Belpietro, Berlusconi aveva lanciato la linea chiedendo un governissimo Pd-Pdl e aveva annunciato lotta dura se il centrosinistra dovesse eleggere un esponente di parte al Quirinale: “La linea è assolutamente chiara. Noi, come ho detto a piazza del Popolo, chiediamo due cose: o il Pd cambia linea a 180 gradi e apre alle uniche cose da fare, cioè disponibilità a un governo con il Pdl e le altre forze responsabili per fare ripartire l’economia e contemporaneamente dichiara il proprio impegno per eleggere un moderato e liberale alla presidenza della Repubblica, visto che occupano tutte le cariche, oppure andare al voto per non fare perdere al Paese un solo giorno di più”.

Pronti al voto. A Canale 5 il Cavaliere ha ribadito: “Noi siamo pronti al voto e sabato credo si possa dire che sia stata la prima manifestazione pubblica. La nostra è una posizione chiara che non cambia di una virgola. Lo chiediamo visto che le elezioni hanno determinato un risultato di due forze sostanzialmente alla pari”. E dice che sarebbe meglio evitare un nuovo incarico esplorativo dopo questo di Bersani, se dovesse fallire. “Credo sia colpevole perdere tempo in queste attese, perché la situazione economica è tragica. Serve un governo solido e forte per attuare quei provvedimenti che noi abbiamo indicato nel nostro programma dopo il disastro del governo Monti. Non vedo la possibilità di un altro giro, anche perché Bersani che è persona responsabile, dovrebbe capire che come si è sempre fatto si faccia un governo insieme con tutte le forze responsabili di centro”.

Il Colle. Sull’elezione del Quirinale: “La sinistra ha occupato tutte le cariche e se farà lo stesso per il Quirinale noi con i nostri senatori bloccheremo il Senato e quindi il Parlamento e porteremo la protesta in piazza perché questo sarebbe un golpe in Italia”.

Lega. Infine sull’alleanza con la Lega, smentisce che ci possano essere intese solo tra il Carroccio e il Pd: “La Lega è con noi come è logico che sia ed andremo insieme alle consultazioni con Bersani”. Non la pensa esattamente nello stesso modo il segretario del Carroccio, Roberto Maroni che, pur confermando l’intesa con il Pdl, non esclude delegazioni separate. “L’intesa con gli alleati di coalizione del Pdl c’è, sia per la posizione già espressa al Quirinale sia per quanto riguarda l’incarico a Bersani”, ha assicurato il governatore lombardo. “Dobbiamo decidere se riproporre lo schema delle consultazioni che abbiamo seguito al Quirinale – ha aggiunto Maroni a margine della firma del finanziamento del primo project financing autostradale per la Brebemi – cioé Lega e Pdl in un’unica delegazione, o se sarà opportuno procedere in due delegazioni separate”. “Anche se saranno due delegazioni separate nei tempi – ha assicurato Maroni – la posizione sarà concordata” tra Pdl e Lega.

Incontro con Bersani. “No, non è stato ancora deciso, non posso dare una risposta”. Silvio Berlusconi, nel risponde così alla domanda se andrà lui ad incontrare il leader del Pd Bersani nell’ambito delle consultazioni per la formazione del governo.

Gelmini vice capogruppo vicario alla Camera. Maria Stella Gelmini è stata nominata vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera e Mara Carfagna portavoce del gruppo. La decisione è stata presa dall’assemblea dei deputati del Pdl. La proposta, lanciata da Renato Brunetta, sarebbe stata accolta da un applauso. Durante la riunione, il segretario del Pdl, Angelino Alfano,  parlando ai gruppi riuniti alla Camera, ha difeso il lavoro del neo capogruppo Renato Brunetta, derubricando a veleni gli articoli di stampa che parlavano di divisioni. Il suo lavoro di riorganizzazione, ha aggiunto Alfano, è svolto in totale accordo con il partito.

E invece, la scorsa settimana si era chiusa con il malumore dei deputati, pronti a raccogliere firme per sfiduciarlo e lui che, ritenendo di avere “tutto il gruppo contro, non si può lavorare”, mercoledì aveva minacciato le dimissioni. In questo clima, Mara Carfagna e Beatrice Lorenzin hanno rinunciato alla carica di vicecapogruppo (“Non con Brunetta”). La sola Gelmini, per spirito di servizio, aveva preso in esame l’ipotesi.

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