La ricetta 5 stelle a Parma: tasse e rigore a causa dei debiti precedenti.

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La ricetta economica dei grillini? Più tasse e rigore dei conti, in pieno stile montiano. È questa alla prova dell’amministrazione la strada scelta dal Movimento 5 stelle. Il dato rivelatore arriva da Parma, “la Stalingrado grillina”, come spesso il comico genovese l’ha definita, la prima grande città gestita da uno del Movimento. Lì il sindaco Federico Pizzarotti ha chiuso un bilancio con tutti gli indicatori delle entrate tributarie in netto aumento. C’è da dire però, a onor del vero, che il suo è un mandato particolarmente difficile da un punto di vista gestionale, visto che ha ereditato un comune con casse disastrate e un buco che supera gli 800 milioni di euro.

Il Sole24Ore è andato a spulciare i conti per il 2013 e ha trovato un forte aumento delle tasse. Tradotto: saranno i cittadini a pagare il conto salato delle scorribande e della gestione dissennata dell’ex sindaco Vignali.

Le entrate tributarie della città emiliana saliranno quest’anno di 30 milioni di euro in un colpo solo. Un balzo all’insù di oltre il 20 per cento rispetto al bilancio dell’anno scorso. E quei 168 milioni di entrate tributarie non sono episodiche. Il trend della pressione fiscale locale resterà su quei livelli fino a tutto il 2015.

L’Imu, ad esempio, a Parma è cara come pochi altri posti in Italia. L’aliquota è ai massimi, allo 0,6%, che si traduce in un malloppo di 84 milioni di euro. A questa poi va aggiunta l’Irpef locale. E soprattutto l’aumento delle rette dei servizi.

Gli incassi dall’asilo nido per il comune salgono quest’anno a 3,9 milioni dai 3,4 precedenti. Le mense per l’infanzia porteranno a entrate per 4,2 milioni contro i 3,3 del 2012, con un aumento del 30 per cento. Dalle mense scolastiche sono previsti incassi per 5,1 milioni (+10 per cento sul bilancio precedente)

Il giornale della Confindustria però dà atto a Pizzarotti che tutto deriva da un governo all’insegna dell’emergenza.

Certo Pizzarotti eredita una situazione pesante. Un comune sull’orlo del crac con un debito complessivo derivante dallo sfascio delle partecipate che supera gli 800 milioni. E non va dimenticato che la gestione dissennata dell’ex sindaco Vignali, finito in manette, ha davvero portato il comune sull’orlo del fallimento.

Insomma, un anno passato con una mano legata dietro la schiena per il sindaco parmigiano. Che ha sperimentato in prima persona la difficile arte di amministrare quando non ci sono soldi e anzi solo debiti.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Huffington Post.

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