Perché non c’è il cimitero a Porto Cervo? Se non c’è la morte non c’è neanche l’acabadora!

Il principe Aga-Khan ritratto ai tempi della costruzione di Porto Cervo
Il principe Aga-Khan ritratto ai tempi della costruzione di Porto Cervo

Esiste un luogo in Sardegna creato da un Principe. Naturalmente Porto Cervo. Nella sua fisionomia è stato pensato come un centro di mare qualsiasi: il porto, i servizi essenziali, le aree verdi, la vita mondana, le case immerse nella natura, gli spazi per i bambini. Gli architetti chiamati a crearlo dal nulla hanno pensato di farne un luogo di villeggiatura che avesse faccia di quotidianità, un luogo simile ai paesi sardi del vicino entroterra e che ne rispecchiasse alcune architettoniche caratteristiche. Hanno pensato “quasi” a tutto. Manca una cosa sola e nessuno se ne accorge: il cimitero. Perché a Porto Cervo non si può morire! La morte, in questo luogo, non è un fatto possibile, è nell’ordine del virtuale. I primi anni, quando vi moriva qualcuno, le cronache dei giornali riportavano frasi generiche del tipo: «Incidente nei pressi di Arzachena…». Tutto vi può essere a Porto Cervo, tutto tranne lo stereotipo della «Acabadora». Che luogo insolito la Sardegna.

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