I 70 anni dell’intoccabile Robert De Niro: le facce della perfezione.

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Settanta anni trionfali. E compiono settant’anni l’aristocratico Alfredo Berlinghieri di Novecento, il malinconico sassofonista Jimmy Doyle di New York, New York, l’idealista Monroe Stahr di Gli ultimi fuochi, l’operaio Michael di Il cacciatore, il brutale Jake LaMotta di Toro scatenato, l’eternamente innamorato Noodles di C’era una volta in America, il “Padrino” giovane, il feroce Al Capone di Gli intoccabili, il manovale della mafia quotidiana di Quei bravi ragazzi, il giocatore compulsivo Sam “Asso” Rothstein di Casino, e quella teoria interminabile di personaggi, di volti, di incarnazioni, quella tribù amica/nemica e quella schiera di fantasmi, che può nascere solo da un grandissimo attore.

C’era una volta in America è stato il film che mi ha fatto salpare verso il cinema immortale, il De Niro/Noodles sublime nella proustiana ricerca del tempo perduto mi è rimasto impresso come un marchio, dall’infanzia fino ad oggi.

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