L’Arte Degenerata e il Nazismo: nel 1937 inaugurata la mostra, nel 2013 recuperati i dipinti

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Georg Grosz, I pilastri della società (1926)

Una collezione privata con oltre 1.500 dipinti sequestrati dai nazisti è stata ritrovata in Germania. Pablo Picasso, Henri Matisse, Marc Chagall, Emil Nolde, Paul Klee, Franz Marc, Max Beckmann, Oskar Kokoschka, Ernst Ludwig Kirchner, Max Liebermann, Ernst Barlach oltre che Albrecht Dürer.

Gli investigatori hanno rinvenuto le opere più di due anni fa, in un polveroso appartamento di Monaco di proprietà di un signore di ottanta anni. Anche se le autorità competenti hanno rifiutato fin qui di confermare o smentire la notizia di cui è stata data notizia solo oggi. Secondo quanto sostiene Focus le opere ritrovate, ora custodite in un deposito, hanno un valore di circa un miliardo di euro.

Con l’avvento del regime i Nazisti iniziarono un programma di pulizia etnica anche nell’ambito dell’arte,”epurando” i musei tedeschi da tutte le opere moderne: cubiste, espressioniste, dadaiste, astrattiste e primitiviste. Vennero confiscate più di seimila opere, tra quadri e sculture, in parte destinate al rogo, in parte vendute all’asta a musei americani e svizzeri e in parte esposte al pubblico ludibrio nella mostra di Arte degenerata. In questa mostra, inaugurata da Hitler in persona nel 1937, le opere erano accompagnate da scritte dispregiative e dal prezzo ovviamente “altissimo”, che i musei avevano precedentemente pagato agli “speculatori ebrei”. L’esposizione si proponeva di mostrare al pubblico quei generi artistici non ammessi dalla nuova “razza superiore”, definiti appunto come “degenerati”. L’apertura dell’esposizione avvenne il giorno dopo l’inaugurazione di una Grande Rassegna di arte Germanica, che comprendeva invece opere gradite al regime. Per effetto indesiderato, e per questo destinato a diventare un boomerang, la mostra di arte degenerata ebbe un successo di gran lunga maggiore di quella di arte ufficiale; la sua apertura dovette essere prolungata ed il pubblico (si conteranno alla fine più di un milione duecentomila persone) fu costretto a lunghe attese prima di vederla, attratto soprattutto dallo scandalismo per il quale essa era stata vietata ai più giovani. Il risultato di tale programma fu l’enorme pubblicità all’estetica “degenerata”, destinata a diffondersi ovunque a distanza di pochi anni, a regime nazista finito.

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