Sardegna: l’alluvione, Nizzi e il post berlusconismo

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Pian piano le cronache dell’alluvione che ha colpito Olbia si spostano sul versante dell’analisi politica locale. Il Sole 24 OreIl Fatto Quotidiano, l‘Huffington Post, hanno messo sul piatto la «questione Nizzi»: l’ascesa del medico di provincia fedelissimo del Cavaliere, i quartieri costruiti agli stessi ritmi vertiginosi del famoso «sacco» di Palermo degli anni sessanta, la cementificazione come unica forza dello sviluppo locale, la gestione personalizzata della politica e della cosa pubblica, l’atteggiamento spaccone nel feudo a dispetto dell’inutilità della propria presenza in Parlamento. Una storia sarda che è profondamente italiana. Gli olbiesi, in realtà, hanno già dato il benservito a Nizzi togliendogli il feudo e lo scettro alle ultime elezioni comunali.

Si procede verso la Terza Repubblica e oltre Berlusconi, i personaggi come Nizzi sopravviveranno? (Fermo restando che incoronandolo a unico capro espiatorio si farebbe comunque un notevole errore di “principio”).

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3 pensieri su “Sardegna: l’alluvione, Nizzi e il post berlusconismo

  1. donatella

    Spero non sopravvivano (politicamente) i personaggi cone Nizzi, coloro che hanno fatto di Olbia , la mia amata città, una piccola Milano da bere…Superficialità, ignoranza, diffusione di falsi valori un vero mix che ha causata il vuoto esistenziale di generazioni di giovani “educati” a scambiare la furbizia con l’intelligenza, il denaro facile anzichè il sacrificio, la beneficenza anzichè l’accoglienza…ma spero non sopravvivano(politicamnte) neanche quelli che si dicono diversi da Nizzi solo perchè appartengono ad un’altra area politica ma si somigliano tantissimo. Olbia si riappropri di se stessa!

    1. La seconda parte del tuo commento è molto significativa, sentita e tristemente vera. Riguardo la prima parte va anche riconosciuto che Olbia negli ultimi anni ha avuto un netto miglioramento in termini di sensibilità civile e culturale (più associazioni, più momenti di attenzione all’impegno civico e sociale e alla cultura, più forme di organizzazione di volontariato).
      Ritengo interessante ciò che ha scritto l’olbiese e storica Eugenia Tognotti su La Nuova Sardegna di oggi: la città di Olbia ha avuto diverse distruzioni e catastrofi durante la sua storia più che millenaria ed è sempre riuscita a risollevarsi. Forse è proprio qui che che va ricercata l’identità, spesso negata, di una comunità singolare.
      L’aria da “Milano da bere” va senz’altro combattuta! Sempre e comunque.

  2. donatella

    Certo e sono d’accordo con te… avrei tanto da scrivere su Olbia; sono figlia di un “terranoesu” so quanto vale Olbia e gli olbiesi che ormai lo sono perlopiù di adozione. La sua identità va ricercata e ritrovata come dici tu. In queso momento di grande sofferenza sembra che olbia stia dando e manifestando il meglio di sè; la realtà di olbia è complessa, è come un puzzle i cui pezzi si sono dispersi, è ora di andare alla loro ricerca e con pazienza ricomporli. Quello che fa più male è che quelle persone che hanno permesso le cose peggiori, come la cementificazione selvaggia, sono olbiesi, sono quelli che danno l’ok per i centri commerciali a fianco di un pozzo sacro, quelli che vorrebbero far costruire nelle coste, quelli dei 12.000 appartamenti invenduti! Dove è andato a finire il cuore di queste persone che si vantano di essere sardi e olbiesi ma che hanno perso tutto ciò che di sardo e olbiese,mio padre mi ha insegnato?

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