Sentenza Consulta e legge elettorale: perdono Berlusconi-Grillo-Renzi, resuscitano Fioroni & Casini (i veri democristiani)

Berlusconi perde in quanto la sentenza rafforza Letta-Alfano; il primo potrà bloccare più agevolmente gli eventuali tentativi di scalata di Renzi, il secondo avrà il tempo per respirare e ri-contrattare “proporzionalmente” il ruolo del Nuovo Centro Destra. La bocciatura della Corte Costituzionale e i futuri sussulti di riforma elettorali andranno nella direzione dell’indebolimento “elettorale” della figura del leader carismatico.

Grillo, al di là dei proclami di facciata, con le preferenze rischia di trasferire sulle politiche le negatività delle competizioni elettorali locali: candidature con scarso appeal, rappresentatività debole sul territorio. A questo, anche per lui, si aggiunge l’indebolimento “elettorale” della figura del leader carismatico.

Renzi dovrà necessariamente cambiare la sua linea: abbandonare l’idea del maggioritario, ingoiare la resistenza del Governo Letta-Alfano per più tempo di quello inizialmente pensato, l’indebolimento “elettorale” della figura del leader carismatico.

Pari opportunità e par condicio di fatto: i leader fuori dal Parlamento piangono. Sorridono i fans del proporzionale da Prima Repubblica dentro il Parlamento: Fioroni & Casini (magari anche Giovannardi). Renzi, ammettiamolo, può aspirare ad essere solo post-democristiano.

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