Le amare riflessioni del popolo Pd: Giovanni Maria Bellu

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Riporto il pensiero del giornalista Giovanni Maria Bellu a proposito di primarie Pd, Renzi & C. (già corrispondente per Repubblica e condirettore dell’Unità, attualmente dirige la testata online Sardinia Post).

“Come tanti ho a lungo pensato di non andare a votare a queste primarie. Ho deciso di farlo negli ultimi giorni. Soprattutto dopo l’annuncio di Romano Prodi. Infatti alla base dell’idea di restare a casa c’era soprattutto il suo vergognoso accoltellamento sulla soglia del Quirinale da parte dei 101 ancora anonimi traditori.

ECCO PERCHE’ ALLA FINE ANDRO’ A VOTARE (PER PIPPO CIVATI)

Un anno fa votai per Matteo Renzi. Questa volta – abbastanza in controtendenza, mi rendo conto – non lo farò. Voterò per Pippo Civati. Sul carro di Renzi sono saltati così in tanti che non credo abbia bisogno del mio voto. Nei carri troppo affollati si respira male. L’aria è viziata.

In questo breve articolo che oggi appare su Left spiego perché.

“Un anno fa, dopo aver votato Laura Puppato al primo turno, decisi di votare per Matteo Renzi e lo scrissi sulla mia pagina Facebook. Scandalo. Reazioni indignate del tipo: “Proprio tu che sei stato il condirettore del quotidiano fondato da Antonio Gramsci” (“Appunto: non da Palmiro Togliatti”, feci notare). Spiegai che ero una di quelle quattro milioni di anime belle che s’erano entusiasmate per la nascita del Pd e che mai avevano avuto una tessera. Ma poi avevo scoperto (avevamo scoperto) d’essere un intruso. Dunque Renzi – nonostante diverse perplessità, a partire dalla visita ad Arcore – era l’ultima chanche per rendere il partito democratico veramente tale. Cioè “contendibile”. Non nascondo di aver assistito con un certo godimento alla renzianizzazione di molti di quelli che avevano gridato al tradimento. E di essermi augurato, fino a poco tempo fa, una vittoria schiacciante di Renzi. Fino a poco tempo fa. Perché delle cose ti rendi conto bene quando ti arrivano proprio sotto il naso. Nel mio caso in Sardegna, dove l’anno scorso l’intero gruppo dirigente – salvo il sempre più nauseato Arturo Parisi e due consiglieri regionali – era tutto bersaniano. Nel frattempo si sono tenute le primarie per la scelta del candidato governatore. L’eurodeputata Francesca Barracciu (bersaniana) ha prevalso su una serie di candidati il più forte dei quali era il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau (bersaniano). Ora sono entrambi renziani. Ed è diventato renziano anche un altro candidato alle primarie, il presidente della provincia di Nuoro Roberto Deriu, uno scienziato della clientela progressista e di sinistra. E’ renziano per interposta persona (Ganau) anche Antonello Cabras, il senatore passato direttamente da Palazzo Madama alla guida della Fondazione del Banco di Sardegna. Il godimento è finito. La vittoria schiacciante che auspicavo era una vittoria popolare, una frustata all’apparato data dalla rivolta delle anime belle. Non può essere più così. Renzi ritiene di potersi prendere certi appoggi senza dover pagare contropartite? Gli auguro che sia vero. Ma non ha più bisogno del mio voto. E non glielo darò”.

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