Le parole usate dal Premier Letta per chiedere la fiducia

Fiducia, bagarre Letta-M5S: “Grillo non inciti alla violenza. No gogna per la stampa”

“Sono qui a chiedere la fiducia per un nuovo inizio”. “Ho la determinazione a lottare con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos tutto il Paese proprio quando sta rialzandosi: l’Italia è pronta a ripartire e è nostro obbligo generazionale” aiutare a farla. Così il premier Enrico Letta ha esordito nel suo discorso. Un intervento di 45 minuti in cui il premier ha nuovamente chiesto la fiducia al suo governo. Nella replica il premier è poi durissimo contro M5s: “Inaccettabile mettere alla gogna i giornalisti, questo – ha ribadito – è inaccettabile. Cosa dovrei fare io che ogni giorno leggo cose strampalate e ingiuste? Ma sono strampalate e ingiuste dal mio punto di vista”.

Ecco i passaggi più importanti del discorso del premier.

Attacco a Grillo Nei primi passaggi del suo intervento Letta ha attaccato il leader del M5S Beppe Grillo. “Fanno pezzi democrazia rappresentativa,incitano insubordinazione”. E ha aggiunto “Questo parlamento repubblicano e le istituzioni esigono rispetto in periodi così amari”, spiega Letta, riferendosi indirettamente alle affermazioni di Grillo sulla vicenda dei ‘forconi’.

Del Cav non mi occupo “Nella vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi non sono entrato e non ci entro neanche oggi” così Letta ha chiuso ogni polemica sulla questione giudiziaria del Cavaliere.

I quattro obiettivi per il 2014 Sul fronte riforme, sono quattro gli obiettivi che pone il Premier: per prima cosa la riduzione del numero dei parlamentari”, “quindi l’abolizione delle province”, “la fine del bicameralismo perfetto” e infine “una riforma del titolo V che metta ordine tra centro e poteri decentrati”.

No a leggi elettorali punitive Bisogna andare “verso un meccanismo maggioritario”. Così il premier Enrico Letta, alla Camera, parlando di riforma elettorale. “Ora si deve facilitare la scelta dei cittadini e creare un legame tra elettori e eletti. Nessuno pensi a una legge punitiva verso altri: governo, maggioranza, il Parlamento tutto lavorino per dare pronta attuazione alla sentenza della Consutla e restituire la scelta ai cittadini”.

L’avvertimento a chi non ci sta “Chi prova a far saltare il banco sulle Riforme ne dovrà rispondere ai cittadini”: Lo ha detto il premier Enrico Letta durante il discorso per la fiducia alla camera. Sulle riforme costituzionali “ci sarà una discussione aperta con tutte le forze di maggioranza” e si partirà dal lavoro del comitato dei saggi. Ma “chi farà saltare il banco ne risponderà ai cittadini che con referendum saranno comunque chiamati a valutare la riforma che ci farà scrollare di dosso l’immagine di un paese barocco”.

Senza Ue si torna Medioevo “Vorrei – dice Letta riferendosi ai populismi anti Ue – tracciassimo una linea, di qua chi ama l’Europa e sa che senza l’ue ripiombiano nel medioevo. Di là chi vuole bloccare l’europa e si scaglia contro i suoi limiti. La separazione è la più netta”. E poi aggiunte: “Chi vuole isolare l’Italia non voti la fiducia, chi cerca consenso con populismo non voti la fiducia al mio governo”.

Privatizzazione delle poste “Studieremo con l’azienda e con i sindacati l’apertura del capitale di Poste e di altre aziende e la partecipazione dei lavoratori all’azionariato, permettendo loro una rappresentanza negli organi societari. E’ un’esperienza unica, un tentativo, ne parleremo insieme”

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