Elezioni Sardegna. Lo strano caso del M5S: non si presenta! Occasione per la Murgia?

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Incredibile ma vero, il Grillo nazionale conferma la disfatta del M5S sardo: il movimento non presenterà la sua lista alle regionali del prossimo febbraio. Mi vengono in mente le teorie preconfezionate dalle accademie milanesi di comunicazione e marketing in voga 12-15 anni fa: «La Sardegna è spesso devianza statistica. Ad esempio, se un profumo viene acquistato in massa nell’interno della Sardegna vuol dire che il prodotto ha iniziato la parabola discendente della sua vita utile (n.d.a. ed ecco proiettata la slide del grafico della vita utile di un prodotto). Bisogna sostituirlo con uno nuovo». Il luogo dove Matteo Renzi ha preso meno voti in termini percentuali è la Sardegna; la regione, l’unica, dove i consiglieri regionali accusati di peculato hanno acquistato animali da macello (porcheddos, anzones et alveghes – maialetti, agnelli e pecore) è la Sardegna; dove si trovano consiglieri regionali che non si perdono un funerale del loro territorio di appartenza? In Sardegna. Sos sinnos (i segni) vanno saputi cogliere. Per fare seriamente politica nell’Isola, con radicamento territoriale, è necessario un tatto antropologico che in altri contesti è superfluo. Il M5S non ha capito che cosa significa essere sardi. Neanche gli stessi sardi che ne fanno parte, evidentemente.

Chi trarrà vantaggio da questa mancata partecipazione? Sia Michela Murgia, sia il Pd. L’elettorato grillino ex sinistroide andrà comunque a votare, quello ex destroide chissà. Senza un avversario teoricamente in grado di arrivare al 10-12% la sfida elettorale diventa veramente enigmatica. Centrodestra 25-35%, centrosinistra 25-35%, Pili 5-10% (magari esagero, ma con buoni candidati non si sa mai), coalizioni di minoranza varie 4-6%. Rimane una forbice che va dal 14 al 40% (in cui occorre inserire anche i voti non validi), qui deve attingere Michela Murgia. Pongo una domanda: e se nel listino del Presidente vincesse proprio la scrittrice di Cabras? Nessuno si aspettava che alle politiche il M5S prendesse oltre il 30% ad Olbia e si attestasse mediamente al di sopra del 26-27% nel resto dell’Isola. Michela Murgia, almeno nel listino del Presidente, può essere un richiamo forte non solo per chi crede nel tema della sovranità sarda ma anche per chi è convinto che debba avvenire l’ingresso in politica di una nuova generazione (come Renzi e i suoi per il Pd nazionale) oppure che si debba protestare contro la politica tradizionale sostenendo il candidato-semplice cittadino fino all’altro ieri (il fascino del M5S declinato su scala locale).

Di sicuro l’assenza del M5S permette a Sardegna Possibile di alimentare le proprie aspettative di essere almeno presente in consiglio regionale (raggiungendo quindi il 10% dei voti). Per capire se il Pd potrà approfittare di questo vuoto di proposta politica attendiamo il candidato.

P.S. Secondo me la candidatura di Francesco Pigliaru attrarrebbe quanto quella di Alvaro Vitali! Che cosa spenderebbe? La sua disastrosa esperienza di Assessore con la Giunta Soru?

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