Il più grande «barbaro» del presente è Matteo Renzi

La Patria si sostituisce alla République, il popolo ai cittadini, la Nazione all’Europa. Così inizia l’editoriale odierno di Ezio Mauro, direttore del quotidiano Repubblica. Arrivano i barbari, quelli che il quotidiano romano proprio non sopporta, culturalmente identificabili con la prosa luccicante di Baricco o il sublime basso di Soriga; politicamente rintracciabili nel populismo da tea party “né di destra né di sinistra” (tipo Marine Le Pen e il Fronte) oppure da nuovo fricchettone style che vuole superare la dicotomia novecentesca (Grillo e il M5S). Ma la verità più vera è che, sempre per Repubblica (anche se non lo può dire), il più grande barbaro del tempo presente è il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. La gauche «targata espresso» vorrebbe urlare a squarcia gola tutto ciò che scrive di lui Andrea Scanzi, vorrebbe ma non può. Cosa vuol dire «barbaro» nell’accezione repubblichina-scalfariana? Vuol dire «populista» e «populismo nazional popolare». In stile Renzi, Berlusconi, Grillo, Le Pen. Superamento delle famiglie culturali del passato, soggetti vergini e incolpevoli che si presentano come nuovi Messia e propongono una prospettiva nichilistica di sfida al sistema, leader che annunciano la fine delle grandi narrazioni e del moderno in politica.

Cari amici finto-massimalisti, discorso vecchio, in ritardo cronico. Un sublime (alto in questo caso) Jean-François Lyotard lo ha anticipato nel 1979 quando pubblica il libro La condition postmoderne tradotto in Italia da Carlo Formenti ed edito da Feltrinelli nel 1981 col titolo La condizione postmoderna. Con quel libro Lyotard ha schiuso una vera e propria categoria interpretativa della società contemporanea – la società, appunto, “postmoderna”, la cui caratteristica peculiare è il venir meno delle grandi narrazioni metafisiche (cristianesimo, illuminismo, idealismo, marxismo) che hanno giustificato ideologicamente la coesione sociale e ne hanno ispirato, nella modernità, le utopie rivoluzionarie. Con il declino di un pensiero totalizzante si apre la questione di reperire criteri di giudizio e di legittimazione che abbiano valore locale e non più universale.

Lyotard, filosoficamente, denunciò la delegittimazione dei grandi sistemi speculativi ed emancipativi (in particolare il sistema hegeliano e quello marxista) sviluppatisi sull’idea di «progresso» dell’umanità e sulla concezione cumulativa del sapere, facendo leva per la propria argomentazione proprio sul concetto, introdotto dalla modernità, di nuovo inteso come “rottura” con il passato (che il rottamatore Renzi non si intenda pure di filosofia!). Tali mutamenti storico-culturali, a suo parere, vedono le proprie radici affondare in tre fatti principali:

  • la fusione delle tecniche e delle scienze nell’apparato tecno-scientifico;
  • la revisione in tutte le scienze oltre che dei paradigmi anche dei modi di ragionamento;
  • la trasformazione qualitativa apportata dalle nuove tecnologie, le quali vengono considerate al giorno d’oggi protesi di linguaggio, ovverosia di pensiero.

Quanto di questo nuovo dispiegare della scienza influenza la politica, la finanza, l’economia reale, il costume sociale? Mi sa mica poco, non dimentichiamo poi che nel 1979 «internet» era ancora «arpanet», pensate un po’ che cervello aveva Lyotard.

Comprendere la ragione di tali mutamenti, la conseguente «complessificazione» della società e, parallelamente,  prendere coscienza dell’impossibilità di una comprensione del tutto, poiché non tutto può essere oggetto di conoscenza linguistica e razionale, è proprio la sfida che Repubblica non accetta di perdere. Il fatto che in questo momento i romanticisti abbiano la meglio sugli illuministi.

D’altra parte Eugenio Scalfari, il 3 dicembre 2000, scrisse un articolo, proprio per Repubblica, intitolato “I lumi del nostro secolo non sono più di moda”, cui seguirono interventi di Umberto Eco, Franco Volpi, Sebastiano Maffettone, Sergio Givone e Gianni Vattimo.  Caro Eugenio hai capito, da sempre, ma non ti dai per vinto, sei proprio l’ultimo dei moderni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...