Facebook, Twitter, Blog: in scena ‘Sardegna on line’ (e i post della settimana)

Il variegato mondo sardo dell’impegno, della sensibilità e della profondità, offre anche sulla «Rete» informazioni e analisi di qualità che spaziano dal contesto locale allo scenario globale. Un ambiente web sempre più ricco e dinamico che sa sfruttare bene la varietà dei canali di comunicazione online. Non sarebbe male dedicare un’attività di ricerca e/o una pubblicazione alle attività (e al loro formarsi) degli «opinion leader» sardi (sempre più numerosi e non sempre patinati) che sul web offrono punti di vista, approfondimenti, nuovi argomenti (si spera ancora di più) e prospettive originali. Qui di seguito segnalo alcuni post che mi hanno colpito e che ritengo utili per una comprensione “settimanale” dell’attualità sarda e dell’angolatura con cui dalla Sardegna si guarda alle dinamiche internazionali. E anche l’occasione per conoscere profili facebook, twitter e blog degni di nota.

  • Domenica scorsa The Guardian ha dedicato la pagina 2 dell’edizione domenicale alla Sardegna e al tema «Turismo della costa/Turismo dell’interno». L’interesse del quotidiano inglese nasce da un lato dalla reazione dei sardi alla canzone-regalo di Mogol e dall’altro dall’osservazione di un modello di turismo che oggi più che mai presenta tutti i suoi limiti (avete presente il concetto di senescenza?). Qui di seguito l’articolo del Guardian e i post che hanno attratto l’interesse inglese.

Il post in inglese pubblicato sul Guardian: «A few miles from the caviar coast, the ‘real’ Sardinia sings a sad song of lost opportunity» (consiglio di leggere i commenti degli inglesi…)

La traduzione in sardo dell’articolo: «A pagu tretu dae sa “costa cun caviale” sa Sardigna sa prus ‘vera’ cantat sa cantzone trista de su chi non s’est fatu mai»

La traduzione in italiano dell’articolo: «A poche miglia dalla “costa al caviale”, la ‘vera’ Sardegna canta la canzone triste delle occasioni perse»

I post da cui è nata l’attenzione del Guardian sono i seguenti:  «Sardinia, Sardinia, Mogol? Mi chi non semus a poddighe in buca!» (dello scrivente); «Sardegna, non ci salverà una canzone di Mogol» (di Francesca Petretto – consiglio di leggere i commenti…), «Sardegna/Mogol: si può non essere «anonimi» senza essere «esotici»?» (dello scrivente).

Come avete potuto notare gli inglesi non sono venuti in Sardegna per intervistare autori patinati o accademici titolati ma gente comune e sentire comune (secondo me Repubblica o Corriere avrebbero agito esattamente al contrario, che ne so, avrebbero intervistato senz’altro Paolo Fresu, Geppi Cucciari e magari Flavio Soriga oppure Benito Urgu. Michela Murgia no, quella è decisamente «politicamente scorretta»)

  • Non posso che segnalare l’ennesima nevrotica riproposizione della «questione archeologica» e della «questione giganti di Mont’e Prama». Francesca Mulas su Sardinia Post  ha scritto «I Giganti al Quirinale? L’isola dice no», mentre l’archeologo Marcello Madau ha detto la sua, estendendo il discorso alla «ubriacatura di sé della fanta-archeologia sarda», su La Nuova Sardegna con «Corazzieri nuragici» e sul suo profilo facebook con «Nuraghi Qatartici» (da non perdere!). Nel primo caso Madau premette: «Fra parentesi, ho appreso da mie fonti certe, ad articolo già in stampa, che la questione avrebbe creato stupore e anche divertimento nel Quirinale, perché nessuno ne sapeva niente…» (Barracciu mamma mia…! Questa è per te…). Su SardegnaBlogger e Sa Natzione il post di Adriano Bomboi «Barracciu e Giganti: un amore non corrisposto».
  • L’assessore Paolo Maninchedda ha «ritirato» il post in cui scriveva che l’accordo Stato-Regione su Patto di Stabilità e Pareggio di Bilancio era «la più grande truffa contabile del secolo». Segnalo comunque una sua interessante riflessione sulla questione energetica: «Grandissima fregatura energetica per la Sardegna». La domanda è questa: il Partito dei Sardi è un partito di lotta e di governo? Quale dovrebbe essere il ruolo dei sovranisti in questa Giunta? Speriamo di scoprirlo presto…
  • Sardinia Post ospita una riflessione di tale Paolo Fadda sulle attuali élites dirigenti sarde  dal titolo «Una crisi grande, una classe dirigente piccola piccola». Mi ha incuriosito il commento di tale Giorgio Porcu il quale (riporto testualmente) scrive: «Caro direttore, ma questo Paolo Fadda che fa il moralista della politica e l’alfiere della professionalità della classe dirigente, sarà mica lo stesso che da quarant’anni vive di politica e che ha ricoperto l’incarico prestigioso di sottosegretario alla sanità con un titolo di studio di diploma magistrale? Spero proprio di no, sicuramente un caso di omonimia».
  • Per i libri, la redazione di Sa Natzione segnala l’autobiografia “Cella n. 21” del leggendario indipendentista Bainzu Piliu. Lo storico leader del Fronte Indipendentista passa in rassegna alcuni eventi significativi della sua vita, fra cui il presunto “complotto separatista”. Presente anche una riflessione sull’autodeterminazione oggi.
  • Segnalo per intero la pagina facebook di SardegnaBlogger  nella quale sono contenute decine e decine di riflessioni settimanali decisamente «Glocal». Abitanti del luogo e cittadini del mondo insieme, bravi.

Buona Sardegna a tutti!

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