Comunicato stampa – Finanziaria 2015: la lingua sarda e sa Die per la Regione non esistono più

CSU

La politica a sostegno della lingua sarda è completamente sparita nella proposta di Finanziaria 2015 che la Giunta Regionale ha inviato al Consiglio per l’approvazione. Il Coordinamento pro su Sardu Ufitziale, pur non essendo sorpreso da questo fatto ampiamente annunciato, denuncia ad alta voce questo dato e richiama l’attenzione sulla pervicace opera di distruzione dell’identità portata avanti dal governo regionale egemonizzato dai professori.

Nel documento della Giunta si salvano solo le spese obbligatorie: le previsioni di assegnazioni statali sulla legge 482/99 e il funzionamento dell’ufficio linguistico regionale per un anno. Partite di poche centinaia di migliaia di euro che non si possono cancellare per obbligo contabile. Per il resto il lavoro degli ultimi dieci anni è annullato: trasmissioni tv, radio e web in compagnia di riviste telematiche e cartacee. Insegnamento scolastico curricolare della lingua, formazione dei docenti o degli operatori linguistici. Integrazioni agli sportelli per la promozione linguistica con conseguente perdita del posto di lavoro per decine di operatori.

Si fermano anche il Correttore Ortografico Regionale fino a ieri vanto dell’Amministrazione e l’Atlante Linguistico delle varianti, opera monumentale portata avanti in questi anni dal prestigioso direttore dell’Atlante Linguistico Internazionale Romanzo Michele Contini. Così come rischia il progetto Biliguismu Creschet portato avanti in collaborazione con l’Università di Edimburgo. Stessa sorte per le collaborazioni con l’università di Madrid, il Friuli, la Valle d’Aosta e il Trentino. Tutti tasselli di un progetto complessivo di recupero del prestigio della lingua a livello anche internazionale distrutto in poco tempo dal governo regionale.

Si dovranno fermare anche i lavori per le opere didattiche del sardo e le traduzioni di testi pregiati della letteratura occidentale in sardo nonché tutte le attività di promozione informatica o di materiale divulgativo per le famiglie interessate al bilinguismo. Neppure un euro neanche per gli atenei che recuperano altrove però ben 22 milioni di euro.

A completamento di tale tentata distruzione del patrimonio identitario isolano, si sono ridotti a zero persino gli stanziamenti per la celebrazione di Sa Die de sa Sardigna 2015, giornata nazionale dell’identità del popolo sardo. Il Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale a questo proposito annuncia che nel caso il Governo Regionale non lo faccia si impegnerà, con altre associazioni e gruppi, a organizzare comunque delle celebrazioni alternative, così come ha fatto per la Conferenza Nazionale della Lingua Sarda del dicembre scorso.

Questo quadro fosco e preoccupante che si annuncia per il 2015 si aggiunge al funzionamento difficile dell’assessorato regionale che sembra caratterizzato dall’immobilismo come se ci fosse un piano preciso per creare le condizioni atte a sopprimere o accorpare ad altri settori il Servizio lingua sarda. Il piano triennale linguistico è scaduto da oltre un anno e non si ha idea neppure di come realizzarlo. L’Osservatorio Regionale, per quanto sia un ente inutile, non è stato ancora convocato. La Regione non ha promosso più la scrittura di atti in lingua ufficiale né esponenti del governo hanno più usato il sardo in pubblico. La posizione in merito alla promozione dello standard scritto Limba Sarda Comuna non è ancora chiara, mentre sembra che si presti il fianco e si tenga bordone alla dialettizzazione della lingua mediante l’accondiscendenza verso altre proposte di standard locali, campanilistici e personali. Particolarmente grave, a parere del Coordinamento, la situazione degli sportelli linguistici che, nonostante le promesse della maggioranza, sono stati abbandonati soli al loro destino.

A questo punto appaiono patetiche iniziative quali la mozione per chiedere al Parlamento l’approvazione a tutela del sardo della Carta Europea delle Lingue o le proposte di legge sull’insegnamento del sardo o sui media a cui però si tolgono i fondi per funzionare. Il Coordinamento pro su Sardu Ufitziale chiede invece al Consiglio Regionale un deciso intervento per riequilibrare i capitoli di bilancio della promozione linguistica e della giornata celebrativa del popolo sardo.

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