M5S apre al PD su reddito di cittadinanza, Rai e precari scuola. Cambia la linea: “Dobbiamo portare a casa qualche risultato”

M5S

Notizie italiane dal variegato e colorato mondo della politica romana. Nel leggere questo articolo pubblicato oggi su Huffington Post si potrebbe pensare che anche Grillo stia iniziando a calarsi sul piano della mediazione politica. Chissà, magari è solo una mossa comunicativa alla Renzi o alla Berlusconi, far finta di volere un accordo, far saltare il piatto e poi dare la colpa all’interlocutore di turno. Staremo a vedere.

Di Pietro Salvatori per The Huffington Post

“Caro Renzi, serve un reddito di cittadinanza per chi è rimasto indietro o ai margini”. Non sono le parole di un esponente del Movimento 5 stelle, ma quelle di Gianni Cuperlo, in una lettera aperta pubblicata sul sito di SinistraDem la scorsa settimana. “Ho letto la lettera di Cuperlo a Renzi – si affrettò a twittare Beppe Grillo – Ora in Aula al più presto un disegno di legge M5S sul reddito di cittadinanza”.

Poi ci sono quelle di Roberto Fico, intervistato su queste pagine: “Sulla riforma della Rai noi ci stiamo, siamo disponibili, mi appello a Grasso e alla Boldrini perché pensino a una corsia preferenziale per portare avanti la discussione”. Apertura confermata il giorno dopo dal capo politico del Movimento, che innescarono un valzer di dichiarazioni. “Trovo molto interessante l’apertura di Grillo sulla Rai – spiegò Renzi – Non dimentico che lui dalla Rai fu cacciato. Se c’è un argomento sul quale lo ascolterei, è proprio questo”. “Dialogo al 100 per cento – rispose ancora Fico – anche con il Pd. Dialoghiamo fino a ultimo giorno disponibile, dialogo a oltranza”.

Reddito e Rai, Rai e reddito. Prove tecniche di dialogo. Proprio i due temi, guarda caso, sui quali l’ex comico ha aperto, con i suoi modi un po’ guasconi, con un’intervista al Corriere della Sera. Sul fronte dell’assegno universale il tentativo è quello di fare sponda con la minoranza del Pd cogliendo l’apertura di Cuperlo (seguito oggi da Roberto Speranza e Pippo Civati, tra gli altri), anche se dagli ambienti renziani iniziano a filtrare segnali d’interesse. L’asse sulla Rai, invece, guarda direttamente a Palazzo Chigi.

I due temi si mescolano e si intersecano, ma i binari sui quali andranno avanti hanno diverse direzioni e diverse velocità. Gli uomini di Grillo in Parlamento ne sono consapevoli, ma non importa. Perché quello che è importante è cambiare lo schema di gioco. Lo dice uno dei fedelissimi: “La strategia della rottura non ha pagato, proviamo a portare a casa qualcosa di importante, e per farlo dobbiamo aprire più tavoli”. Daniele Del Grosso è diretto: “La verità è che è ora di ottenere qualcosa di pesante”. Massimo Baroni: “Ci siamo accorti dell’apertura di Cuperlo, vogliamo coglierla”.

Il punto è tutto politico. A maggio ci sono le elezioni regionali, e un’altra Caporetto mediatica rischia di indebolire ulteriormente l’incidenza parlamentare dei 5 stelle. Oltre a questo, dopo l’elezioni di Sergio Mattarella si è preso consapevolezza che il pericolo dell’irrilevanza è dietro l’angolo. Per questo qualcosa deve cambiare. Si ritorna in tv, ci si appella al presidente della Repubblica sempre e comunque (anche ieri gli europarlamentari stellati hanno chiesto, tramite Giulia Moi, che “si faccia garante presso Martin Schulz dei diritti delle opposizioni a Bruxelles”), e, in ultimo ci si prova a sedere ai tavoli là dove si decide qualcosa.

Al punto che, nel corso della giornata, arriva un’altra pesantissima apertura: “”Rispetto al reclutamento dei docenti siamo pronti alla collaborazione con le altre forze politiche, al fine di rendere celere l’iter parlamentare”.

Portare a casa qualcosa, dimostrare alla propria gente che il tanto lavoro fatto in questi mesi, spesso a vuoto, può incidere sul futuro del paese. I custodi dell’ortodossia spiegano che nulla è cambiato “Grillo apre al Pd? Quando siamo entrati in Parlamento il nostro primo comandamento era: valuteremo nel merito la bontà di ogni proposta, nostra o altrui – scrive su Facebook Danilo Toninelli – L’interesse collettivo è il nostro obiettivo unico. La stessa cosa vale oggi”.

“Ci sono i presupposti per collaborare – riconosce Luigi Di Maio – se si parlamentarizza il dialogo. L’importante è stare in Parlamento e trovare una proposta di mediazione valida”. Ai microfoni di RadioRadio, emittente romana, ha aggiunto: “Noi abbiamo un programma elettorale, annunciato prima delle elezioni, e lo vogliamo realizzare in questa legislatura, nonostante oggi siamo all’opposizione”.

Si sa che nel M5s le stagioni politiche si aprono e si chiudono in un batter d’occhi. Ma mai come oggi il leader era intervenuto per spargere miele sulla strada che separa i suoi uomini da quelli di Matteo Renzi. Al punto che il fedelissimo del premier, Michele Anzaldi, esperto di servizio pubblico, ha accolto in un battibaleno l’apertura sulla riforma della Rai. E che i parlamentari del Pd della commissione di Vigilanza stanno valutando di organizzare un momento di confronto con Fico, per valutare le rispettive posizioni e i punti di contatto.

Portare a casa qualcosa, portarlo a casa subito. Quanto la linea tenga nel medio periodo non è dato saperlo. Qualora non evaporasse, saremmo in presenza da quel definitivo scongelamento prefigurato, in epoca politicamente preistorica, da Enrico Letta.

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