Che cosa è un leader? E che cosa è un leader in Sardegna?

Ci sono persone che amano essere venerate come divinità, che non sbagliano mai, non hanno colpe. Possiedono la verità. Berlusconi, Napolitano, Renzi e Grillo  per esempio. Ma anche quei consiglieri regionali che pensano di avere un feudo elettorale tutto loro. I cortigiani applaudono perché il leader ha parlato: «Lo ha detto lui!». Di fronte a tale esercito di certezze è giusto praticare l’esercizio del dubbio?

Banditori di smisurate speranze rimestano sofisticamente ogni discorso pubblico. Il leader sente di essere l’unico in grado di capire e guidare il Paese. Che tutti quelli sopra menzionati l’abbiano guidato è incontestabile, che l’abbiano anche capito e abbiano trovato giuste soluzioni è un altro discorso.

Ma in Sardegna? Abbiamo leader, nel nostro e nel loro piccolo, come quelli sopra? Renato Soru lo è stato “idealmente” (pensate a cosa era Progetto Sardegna), Giorgio Oppi lo è stato nei suoi feudi (Iglesiente, Asl) e così anche altri (c’è stato chi ha avuto il suo feudo nell’Ente Foreste, qualcun’altro nel suo territorio di riferimento – Marghine, Alta Baronia, altri ancora hanno avuto micro-feudi in quel pozzo di soldi che è la Sanità sarda – da sola vale spesso il 50% circa del bilancio regionale, e ci sono anche quelli che hanno avuto il loro feudo in una piccola e minoritaria corrente di partito). Nel mondo indipendentista Cumpostu è un leader storico, Sale è stato un leader di immagine e Sedda è un leader teorico. Michela Murgia, invece, lo è stata per una stagione troppo breve, ci ha messo la faccia ma non è rimasta leader a lungo. Poi c’è Anthony Muroni che costruisce oggi la sua identità e la sua immagine di leader (per un futuro politico?).

Ma di gente che riesce a condizionare e muovere gruppi di persone ne contiamo anche al di fuori della politica. Ci sono leader nascosti che lavorano nella burocrazia statale o finanziaria, negli ordini professionali, nella massoneria e nei movimenti per i diritti civili (tra cui inserirei anche i movimenti in favore di un uso normale della lingua sarda). Non appaiono leader, almeno non a un vasto pubblico, ma lo sono.

Almeno per due anni, forse, l’unico leader di spessore con un chiaro potere ideale e pragmatico è stato Renato Soru. Mi fa pensare il fatto che molti giovani di centro-sinistra vedano in Pietrino Soddu il leader ideologico del momento per ciò che concerne il loro mondo culturale e politico. In un certo senso significa cercare un leader che di fatto non può esserlo, essendo un uomo classe 1929 non può entrare nella contesa politica. In un altro senso significa continuare a essere spiazzati dall’eterno complesso di Edipo. (Sia chiara una cosa, Pietrino Soddu merita la stima intellettuale che generalmente gli viene riconosciuta)

Alla fine mi par di capire che la Sardegna vanti tanti leader minori. E non capisco se questo accade perché non abbiamo leader importanti oppure se sia dovuto alla particolare antropologia nostrana: accettiamo un leader non sardo – Berlusconi, Renzi, Grillo – ma non sopportiamo l’idea che possa essere sardo. O forse ci hanno convinto, e qui entro nelle mille pieghe del colonialismo/post-colonialismo, che un leader nostro riconosciuto non sia proprio possibile. E’ un modo di pensare e fare, questo, tipico dei piccoli paesi ma che, evidentemente, ha valore anche nelle città e dunque in tutta la Sardegna.

Annunci

Un pensiero su “Che cosa è un leader? E che cosa è un leader in Sardegna?

  1. Pingback: It’est unu leader? E it’est unu leader in Sardigna? | Roberto Carta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...