‘Gaffe’ Firino sul catalano, algheresi si incazzano e scrivono a Pigliaru

L’assessore regionale alla Cultura Claudia Firino ha definito il catalano di Alghero una variante del sardo. Prima il consigliere regionale ed ex sindaco di Alghero Marco Tedde, poi il presidente dell’Òmnium Cultural de l’Alguer Stefano Campus, chiedono a gran voce un intervento delle istituzioni e in particolare del Presidente Pigliaru.

Marco Tedde afferma «Ciò che veramente ci ha lasciati esterrefatti sono le dichiarazioni dell’Assessore regionale della cultura che in aula, con grande naturalezza, ha dichiarato che la lingua catalana è una variante della lingua sarda. Una antistorica, antigiuridica e superficiale azione di revisionismo culturale che rischia di diventare pericolosa per il Catalano ma anche per il Sardo. Auspichiamo che la giunta regionale attui un cambio di rotta in ossequio alle politiche della Ue nei confronti delle lingue regionali, in attuazione dell’art. 22 della carta europea dei diritti fondamentali»

Stefano Campus inizia così una lettera indirizzata al Presidente Pigliaru:

Ill.mo Sig. Presidente

Le recenti affermazioni pubbliche dell’Assessore Firino, che considera il catalano di Alghero (l’algherese) una delle varianti della lingua sarda, non sono passate inosservate e per la loro gravità hanno esposto Lei, la Sua Giunta, tutti i sardi e gli algheresi compresi, ad una “ figuraccia” di livello internazionale.

Se fosse stato un semplice cittadino a confondere il catalano di Alghero con la lingua sarda, nulla da dire; ma se questa assimilazione viene commessa dall’Assessore Regionale alla Cultura e Pubblica Istruzione con competenza per le Politiche Linguistiche, l’errore assume livello istituzionale ed evidenzia tutta la sua macroscopica gravità.

Il Consiglio Regionale, con l’astensione di Forza Italia, ha dato parere favorevole allo schema di decreto legislativo sul trasferimento alla Regione delle funzioni in materia di tutela delle lingue e delle culture sarda e catalana. I consiglieri regionali del partito berlusconiano hanno dichiarato di essersi astenuti a causa «del pericoloso arretramento di Pigliaru e del centrosinistra rispetto all’esigenza di mettere in campo azioni a tutela della lingua sarda e di quella catalana. Arretramento plasticamente certificato dal voto contrario del PD in Senato dell’emendamento che nel quadro della riforma della Rai prevedeva la possibilità di inserire anche la lingua sarda e Catalana, nelle trasmissioni radiotelevisive dell’isola, e dalla totale marginalità delle lingue e delle culture sarda e catalana nell’azione politica della Giunta regionale».

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