Altare di Santo Stefano: simbolo della Sardegna che i sardi non conoscono

Fotomontaggio promozionale a cura di Giorgio Pala

A Oschiri si può ammirare un altare di roccia granitica, lo chiamano “L’altare di Santo Stefano”. Lo si trova in un sito più ampio, dove c’è preistorico, bizantino, medioevale, cristianesimo antico e moderno. Vicino all’altare, sparse nella macchia, una decina di domus de janas (o “furrighesos” come si dice a Oschiri). Di fronte all’altare, invece, una chiesa eretta nel 1492. Questa tavola di roccia, a quanto sembra, è un unicum in tutta l’Isola. Fino a oggi nessun archeologo dell’Università o della Soprintendenza ha condotto uno scavo oppure pubblicato uno studio monografico. Non troverete questo altare in nessuna guida archeologica di quelle che girano per la maggiore in Sardegna, né nei siti archeologici più importanti, né nei bar/autogrill delle strade principali. Un sito che sorprende, di cui nessuno ha sentito parlare o quasi, un luogo che quando uno ci mette piede la prima volta ha come l’impressione di essere caduto in un mistero.

Le visite guidate al sito sono proposte dall’Associazione “Su Furrighesu” di Oschiri e soprattutto dalla guida Giorgio Pala (tra l’altro ispettore onorario della Soprintendenza e gestore del Museo Archeologico di Oschiri). Ascoltarlo è uno spettacolo, una narrazione nell’ordine della prestazione artistica, una delle poche guide in grado di curare la visita anche in lingua sarda. Chi vuole conoscere la capacità di amare i propri luoghi e parlare con essi deve imbattersi in Giorgio Pala e farsi travolgere, proprio lungo quei sentieri di mito e di storia disseminati nell’area rupestre di Santo Stefano. A Oschiri.

Tutti gli anni l’Associazione Su Furrighesu cura un evento culturale denominato “Archeologia sotto le stelle”. Vi hanno partecipato scrittori e intellettuali, launeddas e cantu a tenore, ballo sardo e canto sacro, musica leggera in sardo, poesia e narrazione. Il programma solitamente prevede: visita alla scoperta dell’area di Santo Stefano condotta e spettacolarizzata da Giorgio Pala (e quando si arriva all’altare si trema per l’impatto emotivo), a seguire proiezioni, parole e musica sarda. L’edizione 2015 si terrà lunedì 24 agosto e ha il seguente programma con inizio alle ore 19.45:

  • Tour guidato a cura di Giorgio Pala alla scoperta di un luogo unico e magico in Sardegna e nel Mediterraneo qual è l’altare rupestre di Santo Stefano.
  • Intermezzo di balli sardi a cura del suonatore di organetto Giuseppe Perinu (soli 13 anni!).
  • Proiezione del corto in lingua sarda (sottotitolato in italiano) “Miali ‘e Crapinu”. Autori Gianni Langiu e Roberto Carta, docufilm sul noto autore sardo Michelangelo Pira.
  • Concerto dedicato al rapporto tra Fabrizio De Andre’ e la Sardegna. La cantante sarda Lucia Budroni interpreta le canzoni del cantautore genovese, Domenico Campesi legge brani salienti tratti da testi, interviste o dichiarazioni, regia di Gianni Langiu, presenta e conduce Roberto Carta.

Per maggiori info sull’evento clicca qua e visita la pagina facebook ufficiale.

Sempre più gente visita il sito di Santo Stefano, buona parte non sono sardi. L’augurio è che anche i sardi inizino la conoscenza di un tesoro insolito, di un bene prezioso capace di comunicare in un linguaggio cifrato ma avvincente (un po’ come nella nostra migliore tradizione).

Chi vuole saperne di più può leggere il libro “Oschiri. Guida all’altare rupestre di Santo Stefano” (Ed. Carlo Delfino) scritto da Giacomo Calvia.

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