Populismo e post-verità: più siamo compiaciuti e più condividiamo. È davvero colpa di Facebook? (7)

Un’opera dedicata a Katie Hopkins dell’artista britannico Frank Shepherd a Edenbridge, nel sudest dell’Inghilterra, il 30 ottobre 2013. - Ben Stansall, Afp

C’è un genere di errore stupido che solo le persone intelligenti possono commettere: presumere che un fatto acclarato possa sconfiggere una bugia facile e rassicurante. Siamo entrati in una nuova fase del dibattito politico e pubblico, una fase che molti esperti hanno definito “l’era della post-verità”. Personalmente preferisco chiamarla l’era delle stronzate. Continua a leggere “Populismo e post-verità: più siamo compiaciuti e più condividiamo. È davvero colpa di Facebook? (7)”

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Paolo Cherchi, terzo sardo a essere nominato socio dell’Accademia dei Lincei

Paolo Cherchi
Paolo Cherchi – Foto di Giovanni Carru – http://www.giovannicarru.it

Dopo l’archeologo Giovanni Lilliu e il filosofo Remo Bodei, Paolo Cherchi è il terzo studioso sardo a far parte della comunità di intellettuali nota come Accademia dei Lincei. Oschirese, 79 anni, è uno dei filologi e storici della letteratura più noti a livello internazionale, ha percorso la sua prestigiosa carriera a Chicago, la città dove ancora vive e in cui svolge il ruolo di professore emerito. L’ambito riconoscimento è arrivato lo scorso mese di novembre. Continua a leggere “Paolo Cherchi, terzo sardo a essere nominato socio dell’Accademia dei Lincei”

Addio a Bauman, ha raccontato l’inferno e l’utopia del mondo liquido

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Zygmunt Bauman

‘Zygmunt Bauman’ is now trending WorldWide, ranking 14 [17:46]. Si è spento oggi il filosofo e sociologo polacco Zygmunt Bauman, 91 anni. Pochi minuti dopo la diffusione della notizia della scomparsa il suo nome è un top trend mondiale. L’intellettualità solida, almeno con la morte, riesce a nuotare nel mondo liquido dei social network. Continua a leggere “Addio a Bauman, ha raccontato l’inferno e l’utopia del mondo liquido”

Populismo e post-verità: più siamo compiaciuti e più condividiamo. È davvero colpa di Facebook? (6)

(Sesta puntata) Come raccontato nelle precedenti tappe il business del click ha portato Internet ad abdicare al ruolo di contenitore di una informazione trasparente e libera. I vari siti hanno infatti come esigenza primaria quella di incrementare il traffico: dunque, l’importante è far girare in rete informazioni che vengano il più possibile divulgate – e dunque cliccate -, al fine di stimolare l’interesse degli inserzionisti pubblicitari e dunque di fare, alla fine, più soldi. Tutto il resto è passato in secondo piano. Continua a leggere “Populismo e post-verità: più siamo compiaciuti e più condividiamo. È davvero colpa di Facebook? (6)”

Populismo e post-verità: più siamo compiaciuti e più condividiamo. È davvero colpa di Facebook? (5)

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(Quinta puntata) Dopo la filosofia è il turno della filologia. D’altra parte la scena non può essere lasciata solo a quel business del click che intende portare Internet ad abdicare al ruolo di contenitore di una informazione trasparente e libera.

Il lessema post-verità è esploso nella lingua italiana a seguito della Brexit e più recentemente delle elezioni americane vinte da Trump: al 22 novembre 2016, ricercando con Google sulle pagine italiane del web, si contavano oltre 30.000 risultati (tenendo conto, oltre che di post-verità, anche delle varianti post verità e postverità). Continua a leggere “Populismo e post-verità: più siamo compiaciuti e più condividiamo. È davvero colpa di Facebook? (5)”