Post utili a inquadrare la politica in Sardegna: Biolchini, Muroni, Maninchedda

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Si avvia a conclusione una settimana significativa per la politica in Sardegna. Tre post, tre blog diversi, ne sintetizzano i contenuti politici: la paura (o il fantasma) delle dimissioni di Pigliaru, la nascita (o meno) del fronte dell’autodeterminazione, l’autodifesa della Giunta Regionale da parte di uno degli esponenti di spicco. Continua a leggere “Post utili a inquadrare la politica in Sardegna: Biolchini, Muroni, Maninchedda”

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Quando Pigliaru padre bacchettava gli intellettuali sardi per i loro vizi storici

Il 4 ottobre del 1966 Giovanni Lilliu, presidente del Comitato scientifico che celebra il trentennale della morte di Gramsci, comunica ad Antonio Pigliaru che il Comitato Scientifico del Convegno Internazionale di Studi Gramsciani (Cagliari, dal 23 al 27 aprile 1967) gli conferisce l’incarico per lo svolgimento della relazione sul tema L’eredità di Gramsci e la cultura sarda. La relazione, che non verrà esposta personalmente per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, si articola sulle vicende della Sardegna e sui vizi storici degli intellettuali sardi. Interrogandosi sul senso e sulla legittimità della ricerca che gli è stata affidata, Pigliaru individua i punti che possono giustificarla, avvertendo che essi sono in ogni caso elementi significativi del pensiero gramsciano prima che dati “per un bilancio sul rapporto Gramsci-Sardegna“:

estremo rigore metodologico, (contro) l’improvvisazione, il “talentismo”, la pigrizia fatalistica, il dilettantismo scervellato, la mancanza di disciplina intellettuale, l’irresponsabilità, e la slealtà morale e intellettuale (…) la ricaduta dell’ideologia intesa nel senso deteriore e dunque nel dogmatismo delle verità assolute ed eterne, la confusione della filosofia della prassi (come materialismo storico) col materialismo volgare (…); la perdita della piena “coscienza delle contraddizioni” (…); la chiusura (…) in quel provincialismo e in quel particolarismo integranti, a volte, i vizi d’origine di “culture” che non realizzano una trasfigurazione collettiva in senso nazionale – europeo, ma restano somma di “raids individuali”, “sortite” che “in questo senso assumono forme (…) caricaturali, meschine, “teatrali, ridicole”

Il convegno su Gramsci è un’altra occasione di denuncia. E allora la cultura sarda ufficiale, con tutti i suoi elementi negativi, può collegarsi efficacemente al pensiero di Gramsci perché è stata tutto quello che Gramsci non è stato:

assoluto disimpegno metodologico;

ripetizione automatica (…) di formule assimilate meccanicamente;

prevalente tendenza al qualunquismo, neanche nel senso rigoroso del termine, anzi proprio in quello più involuto, corrotto e corruttore;

rifiuto totale e sistematico delle forme ancora aperte dell’esperienza, come immediato corollario pratico degli atteggiamenti elencati nei punti precedenti;

abbandono immediato e senza ipotesi e possibilità di revisione a tutte le forme del provincialismo più banale e saputo; cosmopolitismo (…) e insieme regionalismo chiuso, (…) degradazione del folclore a folclorismo;

concezione dell’intellettuale come chierico non sportato dal tradimento dell’impegno e quindi au dessous de la melée;

tendenziale restringimento dell’orizzonte storico, ciò che sostanzialmente è comprovato dai moduli propri degli storici sardi e dalla caratteristica municipalistica del loro lavoro;

riduzione della questione sarda entro schemi sempre più arcaici, sia per quel che riguarda l’analisi della struttura, sia per quel che riguarda la proposta di soluzione della questione meridionale.

S’ùnica renèssida manna de sa Giunta Pigliaru: sa polìtica linguìstica morta (de Pepe Corongiu)

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*Pepe Corongiu (Laconi, 1965) pro paritzos annos, in antis cun Soru e posca cun Cappellacci, est istadu su diretore de su Servitziu Limba Sarda de sa Regione Autonoma Sardigna. At ammanniadu su mègioru de su sardu comente limba tecnica, màssimu in campu giurìdicu-amministrativu. At imprentadu meda artìculos e interventos de polìtica linguìstica, at presu su lùmine suo a progetos comente: s’Ufìtziu Limba Sarda, sa LSC (Limba Sarda Comuna), sa Ricerca Socioliguistica, s’insingiu de su sardu in iscòla in oràriu curriculare, sa formazione FILS e FOLS, sa bortadura in sardu de òperas internatzionales nòdidas e famadas, su CROS (Curretore Regionale Ortograficu Sardu), sa naschida de sa rete “bilinguismucreschet”, sos pabiros linguìsticos de sos CaMiLiSa, s’Alimus (Atlante linguìsticu multimediale). Pro Condaghes, in su 2005, at publicadu “Guvernare cun sa limba”, pro Domus de Janas in su 2006 “Pro una limba ufitziale e in su 2009 “Una limba comuna cun milli limbàgios”. Pro sa Regione Autonoma Sardegna, in su 2010, “Sa diversidade de sas limbas in Europa, Itàlia e Sardigna”. Su post chi sighit est istadu publicadu in su blog de Anthoni Muroni su 13 de nennàrgiu de su 2017. Continua a leggere “S’ùnica renèssida manna de sa Giunta Pigliaru: sa polìtica linguìstica morta (de Pepe Corongiu)”

L’unico grande successo della Giunta Pigliaru: uccidere la politica linguistica (di Pepe Corongiu)

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*Giuseppe Corongiu (Laconi, 1965) per diversi anni, prima con Soru e poi con Cappellacci, è stato direttore del Servizio Lingua Sarda della Regione Autonoma Sardegna. Si è dedicato all’ampliamento dei linguaggi tecnici del sardo, in particolare alla lingua ufficiale giuridico-amministrativa. Ha pubblicato numerosi articoli e saggi di politica linguistica, ha legato il suo nome a numerosi progetti tra i quali: s’Ufìtziu Limba Sarda, la LSC (Limba Sarda Comuna), la Ricerca Socioliguistica, l’insegnamento curricolare, la formazione FILS e FOLS, la traduzione in sardo di opere di prestigio internazionale, il CROS (Correttore Regionale Ortografico Sardo), la creazione della rete “bilinguismucreschet”, le carte linguistiche dei CaMiLiSa, l’Alimus (Atlante linguistico multimediale). Per Condaghes, nel 2005, ha pubblicato “Guvernare cun sa limba”, per Domus de Janas nel 2006 “Pro una limba ufitziale e nel 2009 “Una limba comuna cun milli limbàgios”. Per la Regione Autonoma Sardegna, nel 2010, “Sa diversidade de sas limbas in Europa, Itàlia e Sardigna”. Il post che segue è stato pubblicato sul blog di Anthoni Muroni il 13 gennaio 2017. Continua a leggere “L’unico grande successo della Giunta Pigliaru: uccidere la politica linguistica (di Pepe Corongiu)”

Paolo Cherchi, terzo sardo a essere nominato socio dell’Accademia dei Lincei

Paolo Cherchi
Paolo Cherchi – Foto di Giovanni Carru – http://www.giovannicarru.it

Dopo l’archeologo Giovanni Lilliu e il filosofo Remo Bodei, Paolo Cherchi è il terzo studioso sardo a far parte della comunità di intellettuali nota come Accademia dei Lincei. Oschirese, 79 anni, è uno dei filologi e storici della letteratura più noti a livello internazionale, ha percorso la sua prestigiosa carriera a Chicago, la città dove ancora vive e in cui svolge il ruolo di professore emerito. L’ambito riconoscimento è arrivato lo scorso mese di novembre. Continua a leggere “Paolo Cherchi, terzo sardo a essere nominato socio dell’Accademia dei Lincei”